4 agosto 2019. Con te, per te, in te. Sempre”. Così Francesca Fioretti ricorda l’ex compagno Davide Astori a un anno e mezzo dalla morte. L’attrice che è stata compagna del campione fino al giorno della sua scomparsa ha pubblicato su Instagram una foto scattata insieme alla figlia Vittoria, presenza costante nelle sue giornate. Francesca guarda l’orizzonte, osservando il cielo mentre tiene vicino a sé la bambina nata dalla relazione con Davide. È ad Astori, però, che sono rivolti i suoi pensieri ed a lui che si rivolge quando scrive di non averlo mai dimenticato. È nel segno di quel legame che sta crescendo da sola la loro bambina, educandola al ricordo dell’uomo che le accomunerà per sempre.

4/agosto/2019 Con te , per te , in te . Sempre❤️

A post shared by Francesca Fioretti (@francesca_fioretti) on

Il viaggio in Giordania con Vittoria

Circa un mese fa, assecondando la passione per i viaggi in giro per il mondo condivisa con Davide per un periodo rivelatosi essere tropo breve, Francesca ha portato la piccola Vittoria in Giordania. “La porto a stupirsi scoprendo il mondo” aveva scritto su Instagram, documentando quel viaggio attraverso una serie di scatti postati sui social. Dal momento in cui ha faticosamente ripreso la sua vita, la Fioretti si è dedicata anima e corpo al benessere della figlia. Una prova di coraggio faticosa alla quale sta riservando ogni sua energia.

La vita dopo Davide Astori

Francesca ha solo 34 anni ed è già stata costretta a sperimentare il dolore peggiore che una giovane donna innamorata possa immaginare. Il 4 marzo 2018 moriva Davide Astori, il compagno della sua vita, l’uomo che le aveva ispirato il desiderio di diventare madre. A Vanity Fair, circa un anno dopo la tragedia, Francesca ha provato a raccontare il suo dolore. Ha isolato il senso di perdita, lo ha reso tangibile per poterlo comunicare all’esterno. “Spero solo che gli altri non vedano eternamente davanti a loro la sagoma di una vedova disperata. Ho bisogno di tornare a vivere per Vittoria, che è il centro della mia vita, e ho bisogno di farlo anche per me stessa. Non voglio essere una di quelle madri che fa pesare ai figli il dolore che ha dovuto sopportare, né una di quelle donne incapaci di reagire all’infelicità” si era augurata. Fermarsi, permettere al dolore di fluire ed esaurirsi, poi ripartire. Un giorno dopo l’altro, nel ricordo costante di Davide.