L'intervista di Harry d'Inghilterra e Meghan Markle sulla rete americana CBS con le gravi parole contro la famiglia reale britannica è stata un vero terremoto che ha squassato entrambe le sponde dell'oceano. Ben 17 milioni di telespettatori si sono sintonizzati per seguire le dichiarazioni rilasciate a Oprah Winfrey (in onda in Italia, su Tv8, nella prima serata di martedì 9 marzo), tra accuse di razzismo a non precisati membri della famiglia reale e altre rivelazioni sconcertanti. Il Regno Unito è sotto choc e si chiede a gran voce il ritiro dei titoli nobiliari per i due coniugi.

La stampa britannica contro Meghan Markle e Harry

Harry e Meghan non hanno puntato il dito solamente contro i famigliari di lui, ma anche contro il clima tossico della stampa britannica, che il principe ha sempre detestato (ritenendoli in parte responsabili dell'infelicità e della morte della madre Diana), e che avrebbe perseguitato lui e la moglie. E sono proprio i giornali inglesi a commentare in termini molto duri le affermazioni fatte davanti a Oprah Windrey. "Qualunque cosa la famiglia reale si aspettasse, questo è peggio", scrive il Times. Se il Guardian si esprime in favore dei coniugi, dai tabloid più conservatori arrivano parole di condanna. Sul Daily Mail il commentatore reale Robert Jobson accusa Harry e Meghan di essere "terribilmente ossessionati" dal vittimismo, tanto che "si autocommiserano" parlando di razzismo contro il loro figlio Archie per le origini afroamericane dell'attrice, che ha dichiarato di essersi sentita in trappola e mai rispettata né protetta, tanto da aver pensato al suicidio. Il Telegraph attacca Oprah Winfrey, che avrebbe reagito alle parole "come fossero il Vangelo", senza sottolinearne "le evidenti contraddizioni". Ne risulterebbe "indenne solo la regina": la stessa Oprah ha spiegato che Harry lo ha chiarito privatamente con lei (ad aver sollevato commenti razzisti contro Archie non sarebbero stati né Elisabetta II né Filippo). Clare Foges del Times chiede pubblicamente "la revoca dei titoli reali" di duca e duchessa di Sussex. Secondo Robert Hardman della Bbc, Archie non sarebbe stato privato di un titolo nobiliare; al contrario, sarebbero stati Harry e Meghan a rifiutare quello di conte di Dumbarton, pensato per il bambino. Per Chris Ship di Itv, "è come se avessero fatto volare un B-52 su Buckingham Palace e poi sganciato un intero arsenale" di bombe mediatiche. D'altra parte, ci sono anche politici che chiedono un'indagine interna a Buckingham Palace per chiarire se davvero si sono verificati episodi di pregiudizi razziali.

La reazione negli Usa

Al contrario, gli Stati Uniti sono dalla parte di Harry e della conterranea Meghan Markle. Lo provano non solo il successo in termini di ascolti della Cbs, ma anche alcune dichiarazioni illustri. Le parole sui presunti pregiudizi contro il piccolo Archie hanno indignato persino la figlia di Martin Luther King, Bernice King ("Far parte della famiglia reale non è uno scudo dalla devastazione e dalla disperazione del razzismo") e la campionessa di tennis Serena Williams: "Meghan Markle, mia amica altruista, vive la sua vita e guida dando l'esempio, con empatia e compassione. Mi insegna ogni giorno cosa significa essere davvero nobile. Le sue parole illustrano il dolore e la crudeltà che ha sperimentato". Si schierano con Meghan anche un'altra tennista, Billie Jean King ("La sua onestà porterà a più accettazione e aiuto per quelli che ne hanno bisogno"), e  l'attivista vicina a Obama Brittany Packnett Cunningham ("La differenza di trattamento tra Meghan e Kate è uno dei più chiari esempi di misoginia nera e un monito che, se possono fare questo ad una duchessa, alle donne afroamericane capita ogni giorno"). Si è espressa anche Amanda Gorman, la poetessa che parlò all'insediamento di Joe Biden:

Meghan sta vivendo la vita che Diana avrebbe dovuto avere, se solo quelli intorno a lei fossero stati coraggiosi come lei. Meghan non sta vivendo una vita senza dolore, ma una vita senza una prigione. Questo non è il lieto fine da principessa di Meghan. Ma a volte il cambiamento, le decisioni che ci feriscono di più, non riguardano la felicità, ma la guarigione. Non è chiaro se questo cambierà la famiglia reale, ma la forza di Meghan ridefinirà sicuramente la famiglia ovunque. Pensate alle donne che saranno spinte a difendere le loro vite, ai partner che saranno più gentili e coraggiosi dei genitori da cui sono nati.