Dagli anni della ribellione punk, quando cantava rabbiosi inni femministi e gettava tampax dal palco sul pubblico sconvolto, all'ascesa come star pop-dance, con la consacrazione popolare di "Siamo donne" insieme alla sodale Sabrina Salerno: Jo Squillo è stata un'icona degli anni 80 e 90 tra dischi e programmi televisivi, avanguardia musicale e partecipazione a reality show (con espulsione), ma attualmente è tutt'altro che inattiva. Ancora in forma a dir poco invidiabile nonostante gli anni che passano (è classe 1962), è impegnatissima come presentatrice dell'universo fashion, presente 24 ore su 24 sul canale Tv Moda, ed è sempre in prima fila nella lotta per i diritti delle donne. Andiamo a ripercorrere la sua carriera e scopriamo com'è diventata oggi.

Gli inizi punk e la svolta pop

Chi ha buona memoria, sa che la milanese Giovanna Coletti (questo il suo vero nome) esordisce ancora non maggiorenne sulla oggi semi-dimenticata scena punk nostrana, militando nel gruppo tutto al femminile Kandeggina Gang. Si dà addirittura alla politica, presentandosi come capolista del Partito Rock, e, dopo il suddetto episodio choc dei tampax imbrattati di rosso, pubblica il primo LP solista "Girl senza paura", con brani come "Skizzo Skizzo" e la famigerata "Violentami sul metrò" (provocazione anti-maschilista che forse oggi non sarebbe compresa), tra punk, ska e anarchia. Già dal secondo disco, "Bizarre", si registra però il passaggio alla disco e a sonorità decisamente pop. Ai tempi, Jo è già sentimentalmente legata allo storico compagno Gianni Muciaccia, indirettamente citato nel singolo "I Love Muchacha", con cui partecipò al Festivalbar 1984. Più tardi, Muciaccia  diventerà suo marito.

Sanremo, la Tv, la squalifica da La Fattoria

Il successo definitivo è raggiunto al Festival di Sanremo 1991 con "Siamo donne" cantato in coppia con Sabrina Salerno, altra icona musicale dell'epoca che oggi si esibisce ormai sostanzialmente all'estero. Due anni dopo, esordisce come conduttrice televisiva con "Il grande gioco dell'oca" su Rai 2. Nella sua carriera di presentatrice sarà, tra gli altri, in "Sanremo famosi", al Festival di Castrocaro, in "La città delle donne". Negli anni 2000, è tra i concorrenti a "La Fattoria 2", ma si mostra insofferente alle regole: organizza digiuni collettivi e meditazioni di gruppo e occupa per protesta un'area proibita, finendo con l'essere squalificata nella prima settimana. Poi, partecipa a "Ciak… si canta!" e a "I Raccomandati" e nel 2014 è ospite fisso a "Domenica In".

L'impegno a Tv Moda e la lotta per le donne

E oggi? La Squillo continua a sfornare canzoni dance (l'ultima, "Break It Off", è del 2017) e, soprattutto è il volto di Class TV Moda, il canale satellitare di Class Editori interamente dedicato alle sfilate e al mondo fashion (sul numero 180 di Sky). Anche dal frivolo mondo delle griffe, però, Giovanna/Jo continua a dimostrare che "oltre alla gambe c'è di più", con la sua verve femminista che non si è mai sopita. "Dobbiamo fare un lavoro forte per ottenere il cambiamento culturale – raccontava in un'intervista a Il Giornale Off, spiegando di non soffrire il fatto di non essere mamma Io non ho avuto figli e mi sento pienamente completa e realizzata. Ho scelto di non essere madre e credo esistano diversi modi per esserlo".  Il 7 marzo 2018 ha cantato nel carcere di San Vittore di Milano con le detenute, gira documentari sulla violenza sulle donne ed è sempre in prima fila nelle manifestazioni contro il femminicidio e l'omofobia.