Due anni fa esatti, Giuliano Sangiorgi diventava papà per la prima volta della piccola Stella, nata dalla compagna Ilaria Macchia. In occasione del secondo compleanno della bambina, il frontman dei Negramaro ha pubblicato sul suo profilo Instagram una lunga e tenerissima lettera d'amore rivolta alla sua bambina.

Buon compleanno amore mio!
Sono passati due anni da quella notte di stelle in cui sei arrivata tu nelle nostre vite.
Mi piacerebbe raccontarti tutto di quelle ore che hanno preceduto la tua nascita.
Avessi visto come papà tuo era goffo e stordito.
Non ci capivo molto, ma cercavo di restare concentrato, di essere presente con il corpo e con l’anima per essere d’aiuto, minimamente, a mamma Ilaria, che era ormai pronta ad accompagnarti all’ingresso di questo pianeta.
Avevo promesso a me stesso che ti avrei aspettato fuori dalla sala parto.
Ero un altro uomo.
Avevo paura di assistere al parto.
Temevo che sarei svenuto alla vista “crudele” di una nascita.
Te l’ho detto: ero un altro uomo.
Nonna Milla mi diceva che ero troppo spaventato, che dovevo calmarmi, che sarebbe stato tutto meraviglioso, che sarebbe andato tutto bene.

Le paure di Giuliano Sangiorgi al momento del parto

Con grande sincerità, Sangiorgi racconta le paure e le insicurezze vissute nei momenti in cui Ilaria metteva al mondo la loro bambina. Stella Sangiorgi è nata la notte tra il 2 e il 3 novembre 2018, una vera ventata di gioia in un momento difficile per papà Giuliano e il resto della band, sconvolta un mese prima dal malore al chitarrista Lele Spedicato.

Tutti raccontano di quanto sia bello e incredibile diventare padre. Nessuno ti dice, però, nulla sulle sue paure, preoccupazioni, dubbi o incertezze che possono arrivare con l’avvento della buona novella.
E’ tutto nuovo ed è normale che sia questa una delle possibili reazioni umane.
Avevo paura di non essere all’altezza di una meraviglia così grande.
Ero un altro uomo, sì, ma in quella notte qualcosa è cambiato.
Ero calmo e sentivo una strana serenità, in fondo alle viscere dell’anima, fino agli angoli più nascosti.

Come la paternità ha cambiato Giuliano Sangiorgi

La nascita di Stella è stata l'evento che ha cambiato profondamente il cantante, che ammette di essere diventato "un altro uomo" con l'arrivo della sua bambina.

Più ti avvicinavi più sentivo che le mie mani non tremavano più.
Certo, rimanevo ancora goffo a gestire le mani di tua madre, che intanto si dava un gran da fare per farti atterrare nel migliore dei modi.
Ma quello che un tempo mi avrebbe fatto scappare lontano, una sala operatoria vera e non da film, le urla di mamma vere e non da romanzo, la vista del sangue vivo, degli strumenti operatori, veri anche quelli e non da giocatoli per bambini, negli attimi che ti hanno preceduto, non avevano alcun peso su di me.
C’era qualcosa di magico in tutto quello che stava succedendo.
Nonna adesso non mi riconosceva più.
Ero diventato “un altro uomo”.
Ti stavo aspettando e solo quando sono stato in grado di assistere ad ogni fase del parto, quando sei venuta al mondo e hai aperto gli occhi grandi e mi hai guardato sdraiata finalmente fuori dalla pancia di tua madre, sul suo petto, quando ti hanno messo tra le mie braccia con un “papà tocca a te, devi lavare tua figlia!”, quando tutti alle mie spalle, medici e infermieri, mi hanno chiesto di cantarti una canzone e io l’ho fatto (avrei potuto esaudire qualsiasi richiesta in quel momento, tanto era tutto magico, tanto eri tu meraviglia…), quando hai smesso di piangere, guardandomi dritto negli occhi ora spalancati come se fossero stati sempre lì, davanti a me, allora, solo allora ho capito: sono un altro uomo, pronto a tutto per amarti.
E ho capito che sei stata tu a farmi capire.
In quello sguardo rassicurante, mi hai detto una cosa importantissima che mi ha fatto cambiare ogni percezione del mondo esterno: mi hai detto che non dovevo preoccuparmi, che non avevo poi tutta questa responsabilità su di te se non quella di amarti semplicemente, senza freni e senza limiti, perché quello era il giorno in cui una nuova vita era nata e
non solo una figlia di questo o quell’altro uomo.
Ho capito che amarti è una cosa leggera e profonda, come non ci si riesce proprio a spiegare.
Ho capito che tu non sei solo mia figlia, ma sei Stella, una creatura incantevole, speciale, con la sua vita, tutta e solo sua, con il suo binario da seguire, con i suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri.
Io sarò sempre tuo padre, anche quando non ci sarò e la tua vita dipenderà solo da te, amore mio, e questo è bellissimo perché arriverà per te il momento in cui tu sarai “un’altra donna” e sarai felice di avermi incontrato nella tua vita e allora, in quel momento, sarò un sorriso sulla tua bocca e questo voglio essere per te, il sorriso tuo più grande, niente più…
Buon compleanno Stella, Amore mio!

1/2 Buon compleanno amore mio! Sono passati due anni da quella notte di stelle in cui sei arrivata tu nelle nostre vite.
Mi piacerebbe raccontarti tutto di quelle ore che hanno preceduto la tua nascita.
Avessi visto come papà tuo era goffo e stordito.
Non ci capivo molto, ma cercavo di restare concentrato, di essere presente con il corpo e con l’anima per essere d’aiuto, minimamente, a mamma Ilaria, che era ormai pronta ad accompagnarti all’ingresso di questo pianeta.
Avevo promesso a me stesso che ti avrei aspettato fuori dalla sala parto.
Ero un altro uomo.
Avevo paura di assistere al parto.
Temevo che sarei svenuto alla vista “crudele” di una nascita.
Te l’ho detto: ero un altro uomo.
Nonna Milla mi diceva che ero troppo spaventato, che dovevo calmarmi, che sarebbe stato tutto meraviglioso, che sarebbe andato tutto bene.
Tutti raccontano di quanto sia bello e incredibile diventare padre. Nessuno ti dice, però, nulla sulle sue paure, preoccupazioni, dubbi o incertezze che possono arrivare con l’avvento della buona novella.
E’ tutto nuovo ed è normale che sia questa una delle possibili reazioni umane.
Avevo paura di non essere all’altezza di una meraviglia così grande.
Ero un altro uomo, sì, ma in quella notte qualcosa è cambiato.
Ero calmo e sentivo una strana serenità, in fondo alle viscere dell’anima, fino agli angoli più nascosti.
Più ti avvicinavi più sentivo che le mie mani non tremavano più.
Certo, rimanevo ancora goffo a gestire le mani di tua madre, che intanto si dava un gran da fare per farti atterrare nel migliore dei modi.
Ma quello che un tempo mi avrebbe fatto scappare lontano, una sala operatoria vera e non da film, le urla di mamma vere e non da romanzo, la vista del sangue vivo, degli strumenti operatori, veri anche quelli e non da giocatoli per bambini, negli attimi che ti hanno preceduto, non avevano alcun peso su di me.
C’era qualcosa di magico in tutto quello che stava succedendo.
Nonna adesso non mi riconosceva più.
Ero diventato “un altro uomo”.
Ti stavo aspettando e solo quando sono stato in grado di assistere ad ogni fase del parto, quando sei venuta al mondo e hai aperto gli occhi grandi e mi hai guardato…

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2/2 …sdraiata finalmente fuori dalla pancia di tua madre, sul suo petto, quando ti hanno messo tra le mie braccia con un “papà tocca a te, devi lavare tua figlia!”, quando tutti alle mie spalle, medici e infermieri, mi hanno chiesto di cantarti una canzone e io l’ho fatto (avrei potuto esaudire qualsiasi richiesta in quel momento, tanto era tutto magico, tanto eri tu meraviglia…), quando hai smesso di piangere, guardandomi dritto negli occhi ora spalancati come se fossero stati sempre lì, davanti a me, allora, solo allora ho capito: sono un altro uomo, pronto a tutto per amarti.
E ho capito che sei stata tu a farmi capire.
In quello sguardo rassicurante, mi hai detto una cosa importantissima che mi ha fatto cambiare ogni percezione del mondo esterno: mi hai detto che non dovevo preoccuparmi, che non avevo poi tutta questa responsabilità su di te se non quella di amarti semplicemente, senza freni e senza limiti, perché quello era il giorno in cui una nuova vita era nata e non solo una figlia di questo o quell’atro uomo.
Ho capito che amarti è una cosa leggera e profonda, come non ci si riesce proprio a spiegare.
Ho capito che tu non sei solo mia figlia, ma sei Stella, una creatura incantevole, speciale, con la sua vita, tutta e solo sua, con il suo binario da seguire, con i suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri.
Io sarò sempre tuo padre, anche quando non ci sarò e la tua vita dipenderà solo da te, amore mio, e questo è bellissimo perché arriverà per te il momento in cui tu sarai “un’altra donna” e sarai felice di avermi incontrato nella tua vita e allora, in quel momento, sarò un sorriso sulla tua bocca e questo voglio essere per te, il sorriso tuo più grande, niente più… Buon compleanno Stella, Amore mio!
@i.lariamacchia

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