"Non ho tradito Sinisa". Ivan Zazzaroni, il direttore del Corriere dello Sport, è nell'occhio del ciclone dopo la conferenza stampa di Sinisa Mihajlovic, in cui ha spiegato di avere la leucemia. Lo sfogo dell'allenatore del Bologna, pur non menzionando direttamente il giornalista, fa riferimento a chi "ha rivelato la mia malattia per vendere 200 copie in più" e ha lasciato partire "il tribunale dei social", che da più di 24 ore tartassa il direttore di insulti e offese irripetibili.

La verità di Ivan Zazzaroni

Un lungo editoriale, pubblicato a sua firma nell'edizione odierna del Corriere dello Sport, in cui chiarisce "di aver fatto il giornalista e non l'amico" e ammettendo di aver sbagliato ("Non lo rifarei"), non è bastato a placare gli animi. Quando "il tribunale dei social" parte per la tangente, è un po' come fermare l'oceano con le mani. Così, Ivan Zazzaroni pubblica gli screen dei messaggi con Sinisa Mihajlovic, dimostrando di non aver tradito nessuna confidenza dell'allenatore del Bologna:

Non ho tradito alcuna confidenza di Sinisa, che non sentivo da oltre un mese. L'ho cercato più volte venerdì, anche con un messaggio che pubblico, quando ho saputo con certezza della malattia: altri sapevano, così come si sapeva che il giorno dopo era in programma una conferenza stampa nella quale avrebbe spiegato. Ho scritto solo venti righe di incoraggiamento senza mai parlare dell'entità della malattia, così come mi sono raccomandato che facessero i miei. Al responsabile stampa del Bologna che mi invitava a soprassedere avevo anticipato che ne avrei scritto con la necessaria delicatezza e il pieno rispetto della privacy. Mai pensato alle copie, piuttosto ho risposto alle richieste di amici e tifosi sul perché della sua assenza e degli accertamenti clinici: ho sfogato l'angoscia per l'amico. Non lo rifarei. Il resto l'ha deciso il tribunale dei social. Il resto è sul giornale di oggi. Conta solo che lui guarisca in fretta.

Le parole di Sinisa Mihajlovic in conferenza

In conferenza stampa, questi i riferimenti indiretti dell'allenatore serbo al giornalista e direttore bolognese: "Ho chiesto questa conferenza perché volevo darvi io la notizia e per questo volevo riservatezza. Qualcuno ha rovinato un'amicizia che durava da vent’anni. Lo ha fatto per vendere duecento copie in più". Nell'edizione di ieri, il CorSport anticipava così la notizia: "Il Guerriero comunicherà che si ferma per qualche giorno, giusto il tempo di superare lo scoglio e vincere rapidamente un'altra battaglia". 

Non ho tradito alcuna confidenza di Sinisa, che non sentivo da oltre un mese. L'ho cercato più volte venerdì, anche con un messaggio che pubblico, quando ho saputo con certezza della malattia: altri sapevano, così come si sapeva che il giorno dopo era in programma una conferenza stampa nella quale avrebbe spiegato, Ho scritto solo venti righe di incoraggiamento senza mai parlare dell'entità della malattia, così come mi sono raccomandato che facessero i miei. Al responsabile stampa del Bologna che mi invitava a soprassedere avevo anticipato che ne avrei scritto con la necessaria delicatezza e il pieno rispetto della privacy. Mai pensato alle copie, piuttosto ho risposto alle richieste di amici e tifosi sul perché della sua assenza e degli accertamenti clinici: ho sfogato l'angoscia per l'amico. Non lo rifarei. Il resto l'ha deciso il tribunale dei social. Il resto è sul giornale di oggi. Conta solo che lui guarisca in fretta. @corrieredellosport

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