Il prossimo numero di 7 riporta un’intervista di Lele Mora, l’ex agente di spettacolo ancora oggi molto famoso in Italia. Quella vita vissuta sul filo del rasoio a partire dai 50 anni si è conclusa con un processo che lo ha condotto in carcere per poco più di un anno. Quei mesi difficili lo hanno temprato, privandolo di parte di quanto riteneva di avere conquistato, amicizie comprese. Ad aiutarlo a superare quel periodo, Lele lo confessa oggi, sarebbe stato il supporto ultraterreno di una figura alla quale è devoto: Padre Pio. Proprio il frate gli sarebbe apparso di notte, dopo la messa in onda di uno speciale di Massimo Giletti sul santo di Pietrelcina. “Ce la farai” gli avrebbe detto dopo essersi materializzato “come un lampo di luce accecante” nella cella del carcere di Opera dov’era detenuto.

Sacchi pieni di soldi

A partire dai 50 anni, Lele ha vissuto i suoi giorni d’oro. Era il più amato dai personaggi più in vista del piccolo schermo, addirittura venerato da coloro che sognavano il successo. Il Lele Club fu il suo primo locale. Ricorda: “Venivano monsignori, politici. La sera tornavo a casa coi sacconi neri della spazzatura pieni di soldi”. Sono passati anni da quel momento, Mora ha perso gran parte di quanto aveva messo in piedi. Resta proprietario, però, di alcuni negozi di giocattoli. “Non ricordo quanti ne ho” risponde quando gli si chiede di quantificare. Fu proprio Mora, e forse non tutti lo sanno, ad avere l’intuizione che avrebbe portato in Italia Peppa Pig, personaggio amato dai bambini di tutto il mondo.

Gli anni a Porto Cervo

Hai presente quel film con Brad Pitt o Johnny Depp, lui che nasce vecchio e diventa giovane dopo” dice Lele Mora, che trova nel film Il curioso caso di Benjamin Button le similitudini necessarie a spiegare come lui stesso abbia vissuto la sua vita (era Brad Pitt, a proposito). La giovinezza vera parte a 50 anni, quando arrivano i primi successi. Trascorre parte del suo tempo in Sardegna, la Porto Cervo dei famosi è la sua casa. Proprio lì è tornato di recente, conducendo Enrico Lucci nei luoghi che segnarono i suoi giorni di gloria. E di fronte alla villa che ormai non gli appartiene più ha chiesto di poter accelerare: “No, non fermarti (…). C’ho messo una vita per farmela, e me l’hanno portata via”.