Luigi Oliva ha scelto lo studio di Italia Sì per confermare di aver avuto una relazione di circa otto mesi con Pamela Prati e di averle donato un anello molto prezioso, che è appartenuto alla sua famiglia da sempre, in occasione del suo compleanno: "A ridosso del suo compleanno, il 27 novembre, c'era tanto amore e tanta passione e gliel'ho regalato. Io ho conosciuto una Pamela diversa, ci siamo corteggiati per mesi. L'ho fatto con il cuore e mi sono sentito ferito. Questo amore all'inizio era ricambiato, poi mi sono sentito usato. Le ho donato questo anello e lei sapeva bene che valore aveva. Non si parlava di matrimonio, ma di vivere insieme, di fare progetti, questo sì".

La restituzione di questo anello avrebbe comportato una firma in sede legale e l'appellativo di ‘cafone' a Luigi Oliva, che ha voluto dichiarare pubblicamente le motivazioni che l'hanno spinto a compiere il gesto della richiesta di un dono dato in un momento d'amore: "Ha detto di avermi visto tre volte in vita sua, quando ha passato il Natale nella mia famiglia. Uno che rinnega un amore, non esiste, mi fa sentire male. Ho avuto altre donne, ma stavolta mi sono sentito usato e se una donna ha recitato, sta recitando, ti viene da chiedere anche la restituzione di un anello così importante. Dopo un mese e mezzo dalla consegna di questo dono, è finita e ora mi viene dato del cafone perché oggi le chiedo indietro l'anello".

Rispetto al gossip del momento, ovvero quello del matrimonio di Pamela Prati con il sedicente Marco Caltagirone, personaggio ampiamente dibattuto per via della sua identità fantasma, Luigi Oliva prende le distanze e dichiara di non volerne sapere niente: "Io delle sue vicende e dei suoi gossip non ne voglio parlare. Auguro a Pamela che tutta sta vicenda sia vera. Glielo auguro, non mi esprimo sul quanto, secondo me, sia vero o meno".