Hollywood è stata letteralmente sconvolta da una di quelle notizie di cui la Mecca del cinema non aveva decisamente bisogno: Harvey Weinstein, tra i più potenti produttori americani e fondatore con il fratello Bob prima della Miramax e poi di The Weinstein Company, è stato licenziato da quest'ultima dopo le accuse di molestie sessuali a diverse attrici e dipendenti per 30 anni. Dal terremoto che sta scuotendo il mondo cinematografico non tardano ad arrivare voci di condanna, anche per fare chiarezza su quanti sapessero di tali abusi. In particolare, si è fatta sentire con un lungo comunicato rilasciato alla stampa americana la grande Meryl Streep, che ha condannato Weinstein e ne ha preso le distanze, lodando chi ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Le accuse a Harvey Weinstein.

Lo scandalo sessuale che ha investito il 65enne Weinstein è di proporzioni enormi. L’inchiesta del New York Times ha rivelato come almeno otto sarebbero le donne con cui Weinstein avrebbe raggiunto un accordo di tipo economico già diversi anni fa (tra queste, anche un'italiana, forse la modella Ambra Battilana che lo accusò nel 2015). In particolare risaltano due nomi illustri: Rose McGowan, che già tempo fa disse di essere stata violentata da un noto produttore (pur non facendone il nome) e Ashley Judd.

Il comunicato di Meryl Streep.

Questa la nota di Meryl Streep, che oltre a congratularsi con le donne che hanno scoperchiato il vaso di Pandora, ha voluto precisare di essere stata all'oscuro delle molestie, come tanti colleghi. L'attrice ha lavorato con Weinstein in "The Iron Lady" (che le ha fruttato un Oscar), "I segreti di Osage County" (per cui ha avuto una nomination) e, con un piccolo ruolo, in "The Giver – Il mondo di Jonas", tutti distribuiti da The Weinstein Company.

Le notizie vergognose su Harvey Weinstein hanno scioccato quelli di noi che hanno lavorato con lui e coloro di cui lui supportò le cause. Le donne coraggiose che si sono esposte per denunciare questo abuso sono le nostre eroine. Una cosa va chiarita. Non tutti sapevano. Harvey lavorava con fervore, era esasperante ma rispettoso nei miei confronti nel nostro rapporto di lavoro e con molti altri con i quali ha collaborato professionalmente. Non sapevo di questi altri reati: non sapevo dei suoi accordi economici con attrici e colleghe; non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d'albergo, nel suo bagno o di altri comportamenti inappropriati e coercitivi. E, se tutti avessero saputo, credo che i giornalisti nell'intrattenimento e nei media difficilmente avrebbero evitato per decenni di scrivere su queste cose. Il comportamento è imperdonabile, ma l'abuso di potere è qualcosa di familiare. Ogni voce coraggiosa che viene sollevata, ascoltata e citata dai nostri media guardiani potrà definitivamente cambiare le cose.

Le scuse di Harvey Weinstein.

Dopo aver querelato il New York Times per le accuse contenute nell'inchiesta, Weinstein ha pubblicato una lettera aperta in cui ha cercato di scusarsi per quanto accaduto: “Sono cresciuto in un’epoca diversa. Sono consapevole che il modo con cui mi sono comportato con alcune colleghe in passato ha causato molto dolore e chiedo scusa”.