Michael Bublè racconta l’inferno vissuto con la malattia del piccolo Noah, il primogenito nato dall’amore con Luisana Lopilato. Intervistato dall’Herald Sun, il cantante torna con la mente a quel periodo, il più difficile di tutta la sua vita: “Non parlo di tutta la storia nemmeno ai miei amici, perché fa troppo male ma sono stato all'inferno e anche se il mio ragazzo è un vero supereroe, non ha bisogno di rivivere di continuo tutto quello che ha passato. Anzi, se ripenso a dove siamo stati, direi che l'inferno sembra davvero un bel posto dove andare in vacanza”.

La famiglia resta la sua priorità

Michael ricorda di avere riconsiderato interamente la sua vita dal momento in cui è cominciata la battaglia per salvare il suo bambino. È cambiato l’ordine delle priorità, tutto ciò che considerava importante ha acquistato un valore nuovo: “Ho davvero pensato che non sarei mai più tornato alla musica perché la mia famiglia è la sola cosa che conta davvero e la salute dei miei figli è la mia priorità. Ricordo che ero seduto nella stanza dell'ospedale e ho pensato: ‘ero preoccupato per una m… del genere? per le vendite dei dischi?’ e in un attimo tutto è diventato chiaro”.

Noah sta bene, il peggio è alle spalle

Noah adesso sta bene, ed è per questo che Bublè è tornato a occuparsi di musica. Il fatto di essere tornato a cantare è strettamente connesso alle condizioni di salute del figlio. I genitori restano comunque vigili, ma fiduciosi che tutto si risolverà per il meglio e che il peggio, quell’inferno cui Bublè ha dato voce, sia finalmente alle spalle: “È un cancro, quindi dobbiamo monitorarlo ma non sarei mai tornato sotto i riflettori se lui non stesse bene”. A riscaldare il suo cuore la bambina in arrivo. Luisana Lopilato è incinta del loro terzo figlio, una bambina, la prima per la coppia che ha avuto due maschietti.