9 Febbraio 2015
14:45

“Michael Jackson ricorreva alla chirurgia per cancellare la somiglianza col padre”

Secondo Frank Di Leo, ex manager di Michael Jackson, ci sarebbe stata una motivazione ben precisa dietro la scelta del re del pop di stravolgere i tratti del suo viso attraverso la chirurgia estetica. E la ragione in questione avrebbe a che fare con il rapporto tra il divo e suo padre.
A cura di Stefania Rocco

Su Michael Jackson sono circolate decine di leggende, la stragrande maggioranza delle quali priva di qualsiasi fondamento. La sua vita a Neverland, l’ossessione per la chirurgia estetica, la vitiligine che lo affliggeva e il rapporto con i suoi figli: troppo spesso tali elementi della vita del Re del pop sono finiti sotto la lente d’ingrandimento e raccontati in maniera distorta, al punto da far emergere un’immagine del divo lontana da quella che sarebbe realmente stata. L’ultima rivelazione sul suo conto arriva da Frank Di Leo, suo storico manager morto nel 2011. Secondo una serie di appunti ritrovati oggi in alcuni diari scritti proprio dall’uomo, ci sarebbe una ragione ben precisa dietro la scelta di Michael di ricorrere in maniera tanto frequente alla chirurgia estetica. Sarebbe stato lo stesso Jackson a raccontargli tutto durante i lontani anni 80:

Dissi a Michael: “Devi smetterla con le operazioni di plastica! Il pubblico non ti riconosce più”. La sua risposta mi sorprese. Mi confessò di voler stravolgere la sua immagine a causa della somiglianza con suo padre. “Devo cancellarlo, devo tagliarlo. Ancora adesso quando mi guardo allo specchio vedo le sue sembianze, non lo sopporto”, queste le parole di Jacko. Era in lacrime.

Gli abusi che Michael avrebbe subito da suo padre quando era un bambino

Una rivelazione che troverebbe supporto nell’infanzia del divo, ottavo di dieci figli nato dal matrimonio tra Katherine e Joseph Jackson. L’uomo avrebbe più volte picchiato suo figlio, spesso ricorrendo alla cinghia dei pantaloni. Michael raccontò di aver subito tali abusi solo molti anni più tardi ma Di Leo scrive anche che il solo vedere suo padre bastava a procurargli stati di ansia. Una volta, dopo che l’uomo lo aveva raggiunto in camerino, Jacko sarebbe stato addirittura colpito da un vero e proprio attacco di panico. Di Leo è morto nel 2011 e non ha avuto la possibilità di rivelare al mondo quanto sapeva della vita privata del suo assistito. Le rivelazioni che a lui Michael avrebbe affidato sono emerse solo oggi attraverso alcuni dettagli ritrovati nei suoi appunti. Prima della morte, l’uomo affidò tali scritti al collega Mark Lamica, chiedendogli di pubblicarli. I suoi diari potrebbero essere utilizzati per la stesura di due libri inediti sulla vita di Jacko.

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