Il 9 ottobre 2018 esce Fiorire d'Inverno (Mondadori), con il quale Nadia Toffa ha deciso di raccontare l'anno ormai trascorso nella convivenza con il cancro scoperto lo scorso dicembre. Un anno tosto, che ha messo a dura prova anche una vera Iena come lei. Quasi dodici mesi che però le hanno fatto scoprire quanto può essere decisiva la forza di un essere umano di fronte questa terribile malattia, qualcosa che le ha fatto convertire il suo malessere nella discussa frase ‘Il cancro per me è stato un dono‘. Nadia Toffa spiega al Corriere perché è stata fraintesa e cosa voleva intendere con quelle parole:

Quando scrivi un libro come il mio ci metti dentro tutta te stessa, parlandone è venuta fuori la mia natura più estroversa e ho deciso, inconsciamente, ma è un segnale, di far prevalere un messaggio positivo. Purtroppo non tutti hanno colto, e ci sta che la mia comunicazione non sia stata immediatamente comprensibile, che per me non è il cancro a essere un dono, ma è una sfiga che ho saputo trasformare in un dono, cioè la forza che ha saputo tirarmi fuori. Ho cercato di trasformare quest’accidente che ovviamente mai e poi mai avrei voluto, in un’opportunità per riuscire a conviverci.

La malattia come opportunità

La giornalista continua a spiegare il perché di altre sue affermazioni, come ‘Se ci sono riuscita io, può riuscirci chiunque', tentando di fare luce sul fraintendimento di un approccio visto strumentalmente positivo, quando invece era tutt'altro:

Il messaggio non era “se non ti impegni abbastanza non guarisci”. E se c’è stata una diversa interpretazione di ciò che ho detto è perché non mi sono espressa in modo sufficientemente chiaro, le parole a volte sono limitanti: io non credo di avere chissà quali risorse però sono riuscita a rovesciare l’ottica della malattia per vederci un’opportunità, come dicevo prima. Non sconfiggerlo, che è un’altra cosa purtroppo, ma provare a combatterlo anche in un’altra maniera, diciamo di lavorarlo ai fianchi…

Le sue attuali condizioni di salute

Tornerà a Le Iene in veste di conduttrice da domenica 30 settembre, insieme a Giulio Golia e Matteo Viviani, lasciando lo studio ad Alessia Marcuzzi per la puntata del mercoledì sera. ‘Il mio bollettino medico è in costante aggiornamento, ma torno a Le Iene per fare altro, non per parlare del mio stato di salute‘, è così che Nadia Toffa glissa sulle sue attuali condizioni di salute e sposta l'attenzione sui progetti in partenza, per dare respiro e non chiudersi nella dimensione asfittica della malattia.

Cosa farebbe se le dessero pochi mesi di vita

Oggi le sue paure sono state ridimensionate da ciò che ha vissuto e non ha esitazioni nel dire che se le dessero pochi mesi di vita, smetterebbe di curarsi per volare a Ibiza: "Il luogo per antonomasia dove un sacco di persone di tutto il mondo scelgono di trasferirsi a un certo punto della vita per tagliare con stress e frenesia, perché lo spirito di libertà si respira ad ogni angolo dell’isola".

Le critiche e gli attacchi di chi la vede gonfia e diversa

Sui social network si è sviluppata una fitta rete di solidarietà intorno a Nadia Toffa, sebbene contemporaneamente le siano piovute addosso pesanti critiche per le foto condivise. Foto in cui la giornalista non si mostra con grande semplicità nel suo ambiente domestico, nella sua vita normale, ma che sono state poco comprese per l'aver messo in vetrina un aspetto che ha subito dei cambiamenti in questi mesi. "C’è chi ha detto che mi sarei fatta un lifting perché sono gonfia… Beh, questa gente non conosce gli effetti collaterali delle terapie che sto facendo che in effetti qualche ruga me la tolgono, sempre per vedere tutto in positivo!" ha concluso la Iena Toffa, che è pronta a tornare più carica di prima, ma poco intenzionata a dare spazio alle polemiche sterili.