«Che brutto paese il nostro». Nello Mascia, drammaturgo che il grande pubblico ha imparato ad apprezzare di recente nel ruolo di Don Aniello in Gomorra – La Serie, commenta la copertina del settimanale "Gente" con Chanel Totti, tredici anni, in prima pagina. La scelta del settimanale è sulla graticola e ha scatenato un moto d'indignazione sul quale si è pronunciato anche Telefono Azzurro, richiamando i principi della Carta di Treviso, che tutela i minori nel mondo giornalistico. L'attore ha scritto su Facebook: «Il settimanale Gente mette in copertina il lato B della figlia di Totti e Ilary. Una bambina di 13 anni. In un paese civile un giornale così andrebbe chiuso. E il suo direttore Monica Mosca radiata. Che brutto paese il nostro».

La copertina di Gente

La foto scelta per la copertina di Gente ha fatto infuriare Francesco Totti e Ilary Blasi, che su Instagram hanno condannato la scelta del direttore Monica Mosca: «Avete messo il Lato B in copertina di una minorenne». Il titolo che accompagna la foto sottolinea la straordinaria somiglianza con la madre, Ilary Blasi. Gli occhi sono censurati perché la piccola è minorenne e perché fotografata senza il consenso della famiglia, ma il Lato B appare in bella vista e dunque è uno scatto che espone il corpo della adolescente.

La reazione di Telefono Azzurro

In una nota, Telefono Azzurro ricorda che in materia di tutela dei minori è fondamentale che l'informazioni rispetti la Carta di Treviso, protocollo firmato nel 1990 dall'Ordine dei Giornalisti, dalla Federazione nazionale della stampa italiana e da Telefono Azzurro con l'intento di disciplinare i rapporti tra stampa e infanzia. Alla base, il principio di difendere identità, personalità e diritti dei minorenni vittime o colpevoli di reati, o comunque coinvolti in situazioni che potrebbero comprometterne l'armonioso sviluppo psichico. Il documento, inoltre, è stato anche approfondito e integrato da un vademecum nel 1995 e aggiornato nel 2006. Nel 2016, è parte integrante del «Testo unico dei doveri del giornalista».