Michela Magalli sta bene, non è in pericolo e il clamore che si è sollevato rispetto alle sue condizioni di salute è stato decisamente ingigantito rispetto alla realtà dei fatti, ovvero delle semplici analisi a fini precauzionali. Lei stessa lo ha specificato nelle scorse ore, pubblicando sui social dei messaggi di chiarimento rispetto a una vicenda che aveva allarmato gratuitamente molte persone a lei vicine, travolte dalle notizie di un suo presunto malore.

In queste ultime ore, a riconferma delle sue buone condizioni di salute, la figlia di Giancarlo Magalli, influencer e con più di 20mila follower al seguito su Instagram, ha lasciato che fosse proprio il suo avatar sul social network a parlare al posto suo. E oltre al lungo messaggio di chiarimento, ha pubblicato alcune storie che testimoniano ulteriormente il suo stato di salute assolutamente positivo. Prima una foto allo specchio, poi una al televisore e la didascalia "Chi m'ammazza", un po' a voler sottolineare il relax della situazione, ma anche a voler fare ironia rispetto alle notizie tragiche, e a questo punto false, circolte sul suo conto.

Lo sfogo contro i media che hanno ingigantito la notizia

La notizia di un malore di Michela Magalli si era propagata con enorme rapidità. Alcuni media hanno ingigantito l'accaduto usando impropriamente termini come "dramma" o "condizioni gravi". Una situazione che ha in qualche modo costretto la Magalli a fare chiarezza attraverso la sua pagina Instagram. Si è quindi sfogata affermando di reputare ingiusto che si usino le sue condizioni di salute per generare click:

Ringrazio tutti per i pensieri e i dolci messaggi. Ieri volevo condividere con le persone che mi seguono la mia giornata, come faccio spesso, come una qualsiasi altra giornata. In mano ai media, però, la notizia di me in ospedale è stata esponenzialmente ingigantita da testate anche di un certo livello. Sto facendo delle analisi e alcuni esami. Negli articoli leggo ‘Dramma in famiglia' e ‘condizioni gravi', sembra veramente che sto a mori' e non è così. Voler fare click sulla salute di una persona non è giusto, soprattutto perché non ho rilasciato alcuna dichiarazione né sono stata mai personalmente contattata da nessuno degli autori degli articoli".