È radioso Niccolò Bettarini che sorride a quasi due settimane dall’aggressione subita il 30 giugno scorso a Milano. A fotografarlo, per poi caricare quell’immagine sul suo profilo Instagram, è papà Stefano. L’ex calciatore ha scelto di dedicarsi qualche giorno di vacanza insieme agli affetti più cari, il figlio reduce da un momento terribile e la fidanzata Nicoletta Larini. Stefano ferma in un’istantanea il sorriso del suo ex bambino e commenta: “Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita”.

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L’aggressione a Niccolò Bettarini

Niccolò è stato colpito con 11 coltellate nella notte tra il 30 giugno e l’1 luglio scorso. Si trovava all’esterno della discoteca Old Fashion di Milano quando è stato aggredito. Per quel terribile episodio di cronaca sono stati sottoposti a fermo 4 ragazzi, colpevoli di avere aggredito e accoltellato il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini. I genitori del giovane hanno chiesto a gran voce che sia fatta giustizia. Secondo gli inquirenti, i giovani che lo hanno aggredito avrebbero “agito per uccidere”.

Il primo messaggio di Niccolò dopo le dimissioni

Dopo essere stato dimesso dall’ospedale Niguarda di Milano all’interno del quale era stato ricoverato, Niccolò ha fatto sapere di essere uscito cambiato da questa terribile storia di violenza: “Non sono mai stato bravo a raccontarmi. Ma, ora che sto migliorando, sento che sia giusto e doveroso dire diverse cose. Innanzitutto voglio in questo momento ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino, nei momenti felici come in quelli brutti. Nessuno come lei ha saputo trasmettermi quella forza che mi ha permesso di non mollare mai. Sono un ragazzo fortunato e, mai come ora, sento veramente di esserlo, non solo per il fatto di essere qui a scrivervi questo post, ma anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Sono cresciuto credendo nell’amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà. Sarò sempre grato al pronto intervento dell’ambulanza e del trauma team dell’Ospedale Niguarda di Milano. Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto. Ringrazio, inoltre, la questura e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo. Grazie a tutti per l’affetto che ci avete dimostrato. Ricordate sempre di essere voi stessi ma soprattutto, ricordate chi siete”.