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Perché Rocco Siffredi è il vincitore morale dell’Isola dei Famosi 2015

“Mi è diventato il pisello nero”, disse sua maestà Rocco Siffredi in diretta tv. Basterebbe questo lampo di genio decorato da accento abruzzese per capire perché l’edizione targata Marcuzzi è stata nel segno di Rocco, protagonista sempre e comunque, di ogni momento. Senza di lui, semplicemente, non sarebbe stata Isola dei Famosi.
A cura di Andrea Parrella
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Serviva un Pappalardo ed è arrivato. Se un anno e mezzo fa fosse spuntata l'Isola dei Famosi in una conversazione generica tra amici, il sentimento comune sarebbe stato quello nostalgico, convinti che si trattasse di un programma ampiamente relegato ad una soffitta. Mediaset lo ha ritirato fuori, investendoci e mettendo su una squadra di naufraghi ed autori che ha saputo tirare fuori il meglio possibile da un format apparentemente spremuto. Ma cosa sarebbe stata questa edizione dell'Isola dei Famosi senza la presenza di Rocco Siffredi? Probabilmente poca cosa. Sono molti, forse sono tutti, i motivi per cui gli si attribuisce il merito di aver dato un senso a un programma che ha avuto in lui il perno assoluto di ogni vicenda (non a caso era tra quelli pagati di più).

Protagonista, sempre e comunque

Rocco Siffredi ha fatto l'agenda dell'Isola dei Famosi, regalando una citazione, un hashtag, una frase per ogni puntata settimanale, notizie spendibili per ogni episodio quotidiano. Non è stato solo la mina vagante di questa edizione, con frasi a doppio senso e affermazioni che, passate dalla sua bocca, aggirano ogni filtro di censura in fascia protetta; si è reso protagonista di ogni singola lite, chiarimento, gag e considerazione avvenuta tra i naufraghi, anche se non lo riguardassero in prima persona. In sintesi, ha perfettamente adempiuto a tutte le richieste per le quali era stato chiamato ed ha fatto anche di più.

I momenti migliori, dal nudo alle citazioni

La narrazione del programma è stata segnata totalmente da Siffredi, con alcuni momenti che, a dispetto del gusto, rimarranno tra i memorabilia del piccolo schermo: dal gesto geniale di denudarsi in un millesimo di secondo davanti alla telecamera non appena sbarcato su Playa Desnuda, all'epifania del divino "mi è diventato il pisello nero" decorato da leggera inflessione dialettale abruzzese, dopo una settimana passata in versione eremita nature sull'isola. La ciliegina sulla torta è stata la sua vena intima, perché c'è stata pure quella, con la scaltrezza di chi ha saputo dosare alla perfezione il materializzarsi lento della redenzione, l'addio al porno, che tutti si aspettavano ma di cui non potevano dirsi certi.

Addio al porno e perdita di peso

L'ex pornodivo non aveva bisogno di farsi conoscere, era decisamente celebre già alla vigilia dell'Isola dei Famosi, ma la sua caratura da perfetto personaggio pubblico per i tempi che corrono (tempi duri, va detto), ha fatto sì che Siffredi potesse ripulirsi dal "peccato originale", l'onta della pornografia, agli occhi del pubblico generalista, pur non perdendosi la sua fetta di affezionati della prima ora, quelli che lo conoscono per altri motivi che non siano le sue valutazioni sull'esistenza o il dimagrimento impressionante.

La vittoria di Rocco e della prima Isola targata Marcuzzi è che, da oggi, nessuno si sorprenderà nel vedere Siffredi ospite di Bruno Vespa in uno speciale sui valori della famiglia tradizionale e, un'ora più tardi, ammirarlo in azione in un porno d'essai. Un risultato che, probabilmente, nemmeno Ilona Staller/Cicciolina con la carica da parlamentare era riuscita ad ottenere. A volerci trovare un senso più profondo il Nostro ha seriamente contribuito ad avvicinare porno, sesso e autoerotismo ad una generica idea di normalità. E in questo, visti sempre i tempi che corrono, non c'è proprio nulla di strano.

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