Rosa Perrotta e Pietro Tartaglione stanno valutando la possibilità di rimandare le nozze, previste per il 7 giugno 2019. Niente paura: non c'è nessuna in crisi in corso per la coppia, né tantomeno un ripensamento sulla volontà di coronare la loro storia d'amore con il matrimonio. La ex tronista di Uomini e Donne sta però vivendo un momento delicato con la sua gravidanza, come ha spiegato durante l'ospitata al programma radiofonico "Non succederà più" di Giada Di Miceli, in onda su Radio Radio:

Le nozze restano ufficialmente il 7 giugno. Adesso però io ho dei controlli, monitoriamo un attimo questa gravidanza per capire come arrivarci a giugno. In teoria ci sposiamo il 7 giugno ma diciamo che è una cosa che stiamo valutando perché devo tenere sotto controllo questa gravidanza per qualche problemino.

La gravidanza a un anno dalla proposta di matrimonio

Fortunatamente, come ha precisato Rosa, non si tratta di nulla di grave. La Perrotta e Tartaglione sono comunque decisi a continuare  i preparativi per le nozze: "Qualora dovesse andare tutto bene e dovesse proseguire tutto così resta quella data”. La coppia ha già deciso di celebrare il matrimonio in spiaggia, a Gaeta. La romantica proposta arrivò un anno fa, in diretta televisiva nel corso dell'Isola dei Famosi. I due fidanzati usciti da Uomini e Donne avevano deciso di avere un figlio dopo essersi sposati, ma il destino ci ha messo lo zampino, regalando loro questa enorme gioia.

Rosa e Pietro di nuovo a Uomini e Donne

La coppia è tornata a Uomini e Donne, in qualità di ospiti speciali nella versione serale del programma. A Fanpage.it, la Perrotta ha commentato la scelta di Teresa Langella stigmatizzando  il rifiuto di Andrea Dal Corso: "Non ho mai creduto alla sincerità di Andrea e al fatto che fosse davvero interessato a Teresa. Due cose mi sono dispiaciute in particolare. Il fatto che  fino all'ultimo abbia finto di essere geloso, e poteva risparmiarselo arrivati a quel punto, e il tentativo di far ricadere la responsabilità del no sul padre di Teresa. Ha fatto credere che fossero state le sue parole a fargli decidere di non proseguire nella conoscenza, quando invece il suo era un  no scritto da 4 mesi".