Mentre Clizia Incorvaia è rinchiusa nella casa del ‘Grande Fratello Vip 2020‘, l'ex marito Francesco Sarcina si prepara a salire sul palco del Festival di Sanremo 2020 insieme a Le Vibrazioni. L'artista presenterà una canzone intitolata ‘Dov'è‘. In un'intervista rilasciata a Leggo.it, ha spiegato che il brano parla "dell'energia e della gioia ritrovate dopo un brutto colpo. La bellezza del fare musica sta nel fatto che, quando ti succede qualcosa, ti salva".

La gioia ritrovata dopo la rottura con Clizia Incorvaia

Lo scorso luglio, Francesco Sarcina ha parlato pubblicamente della fine del matrimonio con Clizia Incorvaia e ha accusato la moglie di averlo tradito con il loro testimone di nozze, Riccardo Scamarcio. Dal canto suo, la modella ha rispedito le accuse al mittente, affermando che con Scamarcio ci sarebbe stato solo un bacio quando con Sarcina era già finita. Inoltre, ha accusato l'artista di averla tradita più volte. Il "brutto colpo" di cui parla Scamarcio nella canzone sembra essere proprio la fine burrascosa del suo matrimonio. A domanda diretta, infatti, il cantante ha risposto: "Se il colpo è quello della mia ex? Sicuramente un po' di autobiografia c'è. Ma bisogna andare avanti, per i figli e per chi ama la tua musica. È difficile, certo. Ma quando superi, sei più forte di prima".

Francesco Sarcina contro chi mette i figli sui social

Francesco Sarcina, infine, ha lanciato una frecciatina al vetriolo a chi mette i figli sui social pur di racimolare like. Non ha menzionato direttamente la sua ex compagna che pure, saltuariamente, pubblica stories in compagnia della piccola Nina, la figlia avuta da Sarcina:

"Se la mia vita è cambiata? È stata resa vergognosamente pubblica e in modo diffamatorio. Cambia, ma in meglio. Ed è una figata. Non faccio gossip. Dico che siamo nell'era narcisista: facile dedicarsi ai figli sui social, il difficile è starci. E degenerato è chi mette i figli sui social perché non ha altro da dire. La felicità sta nelle piccole cose. Non nei milioni di like. In ‘Dov'è' si parla del doversi perdere prima di ritrovare la via".