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Sequestrato Confessioni Private, il secondo porno della Tommasi

Sara Tommasi può finalmente tirare un sospiro di sollievo: la diffusione di Confessioni Private, il suo secondo film porno, è stata bloccata grazie alle denunce esposte dalla showgirl e dal suo avvocato Alfonso Luigi Marra.
A cura di Stefania Rocco
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Sara Tommasi può finalmente tirare un sospiro di sollievo: la diffusione di Confessioni Private, il suo secondo film porno, è stata bloccata grazie alle denunce esposte dalla showgirl e dal suo avvocato Alfonso Luigi Marra.

La redenzione di Sara Tommasi viaggia sui binari giusti. Mentre la showgirl approfitta della seconda chance offertale dalla Ventura, la polizia giudiziaria per ordine della magistratura penale ha disposto il sequestro del film Confessioni Private, il secondo porno della Tommasi. La notizia, secondo quanto riporta il sito Pas-Fermiamolebanche, sarebbe stata diffusa dallo staff dei produttori della pellicola che il 29 novembre scorso si sarebbero visti notificare il sequestro del film "disposto dalla magistratura penale per le gravissime ipotesi delittuose di sequestro di persona, somministrazione di droghe e violenza sessuale". Questo spiegherebbe, si legge ancora sul sito, come mai il film in questione risulti ancora in attesa di essere pubblicato.

Grazie all'impegno dell'avvocato Marra, Sara può quindi dire di aver vinto la sua prima battaglia. Decisa a superare il dramma che l'ha investita, la showgirl si sta via via rimettendo in carreggiata, partecipando al contempo a numerosi salotti televisivi da cui è partita per raccontare pubblicamente la sua versione rispetto a quanto le è accaduto negli ultimi mesi. E anche Marra può definirsi soddisfatto e aggiunge che, appena possibile, sarà la stessa Sara a presentare denuncia formale contro il film presso la Procura di Milano, proprio come fece tempo fa in occasione della pubblicazione del suo primo porno. L'avvocato aggiunge anche che presenterà "nei confronti di De Vincenzo, Matera e ogni altro responsabile, tre distinte cause civili di risarcimento per i tre distinti fatti criminosi perpetuati in suo danno". La battaglia legale si preannuncia dunque lunga.

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