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13 Marzo 2018
14:49

Sharon Stone: “Dopo l’emorragia cerebrale sono stata nell’aldilà, salvata dai miei figli”

È un’intervista intima, in cui si mette a nudo, quella che la diva Sharon Stone ha rilasciato al settimanale Chi per i suoi 60. In quelle parole ripercorre la sua vita, fatta di grandi successi e batoste quasi impossibili da affrontare: “Dopo l’emorragia cerebrale, restai paralizzata e il mio ex chiese il divorzio e l’affidamento di nostro figlio”.
A cura di Eleonora D'Amore
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È una vita ricca quella vissuta da Sharon Stone, di grandi successi e di enormi dolori. Intervistata dal settimanale Chi per i suoi primi 60 anni, la diva hollywoodiana si racconta a cuore aperto, ripercorrendo le tappe della sua esistenza, senza nascondersi. Attrice conosciuta in tutto il mondo, fa una premessa. Madre di tra figli adottati, Sharon non vuole essere ricordata come una grande attrice. Le basterebbe che si pensasse a lei come a una brava mamma:

Un giorno vorrei che la gente mi ricordasse come una grande madre, più che come una brava attrice. Vorrei che dicessero: “Questi ragazzi Stone sono sorprendenti”.  Prima avevo grandi traguardi, oggi non più. Vivo giorno per giorno, sono felice delle ore passate con i miei figli e sono molto più gentile con la gente che mi circonda, Cerco di essere una brava persona. Visto che il destino non mi ha concesso la maternità cerco di essere una brava mamma adottiva. Così facendo aiuto anche altri. Ci sono tanti bambini ala ricerca di una famiglia. Credo che l'adozione sia il secondo grande canale di Dio per avere figli. L'essere umano non viene formato da chi lo partorisce, ma da chi lo ama.

Le adozioni che le hanno salvato la vita

Con la stessa sincerità tanto inusuale in una diva del suo calibro, la Stone ammette che sono stati proprio i figli adottati a salvarle la vita. Si tratta in tutto di tre ragazzi cui l’attrice si è dedicata anima e corpo, almeno fin quando le è stato permesso. Il primo, Roan Joseph Bronstein, Sharon lo adottò insieme al marito dell’epoca, Phil Bronstein, nel 2000. Il secondo figlio, Laird Vonne Stone, fu adottato nel 2005 quando, dopo il malore che cambiò il corso della sua esistenza, la diva era già rimasta sola. Nel 2006 il piccolo Quinn Kelly Stone andò ad allargare la famiglia dell’attrice. Proprio quei figli, gli ultimi due in particolare, sono stati il perno che ha consentito alla diva di ritrovare dentro sé stessa la forza necessaria a guardare avanti.

Dopo l’emorragia, il suo ex chiese il divorzio

Guardandola, non ci si immaginerebbe mai che una donna come la Stone possa essere lasciata nell’angolo e privata dei suoi affetti. Eppure, come lei stessa rivela a Chi, qualcosa del genere è accaduto. Fu l’emorragia cerebrale che la colpì nel 2001, riducendola in fin di vita, a cambiare il corso della sua esistenza: “L'arteria vertebrale mi era scoppiata nella nuca e per 11 giorni ha sanguinato nel cervello e in alcune zone del viso. Per un breve periodo sono stato nell'aldilà e questa esperienza ha cambiato totalmente la mia vita e il mio modo di pensare. Sono stata 8 mesi in un letto di ospedale, ho perso la memoria a breve e a lungo termine. Avevo una paralisi a una gamba ed ero sorda da un orecchio. E proprio allora mio marito ha chiesto il divorzio. E nel 2008 è riuscito ad ottenere la custodia esclusiva di nostro figlio. Perché? Il perché si racchiude in una sola frase: la madre è un'attrice, con un’emorragia cerebrale e ha interpretato ruoli sexy in molti film. Questo per un giudice è stato sufficiente. È stata una botta terribile da cui mi sono ripresa solo adottando altri due figli, Laird e Quinn. Loro mi hanno dato la forza di ricominciare”.

Sharon Stone compie 60 anni e li porta divinamente

Ciò non significa che la diva senza tempo non abbia successi da festeggiare. Eterno sex symbol hollywoodiano, ha mantenuto inalterata la sua immagine, quel corpo che dopo il film “Nove settimane e mezzo”, contribuì a far perdere il sonno agli uomini di tutto il mondo. Sharon è grata a quel corpo, lo stesso che le ha consentito di conquistare l’ultimo giovanissimo amore, Angelo Boffa, più piccolo di 19 anni:

Amo il mio corpo, sono fiera di lui e mi ci diverto. Perché non mostrarlo con naturalezza? Soprattutto se c'è una buona ragione per farlo. Faccio del mio meglio per rimanere in forma. Ma essere sexy non vuol dire soltanto essere bella. La sensualità viene dal profondo. Solo le donne che si sento bene con se stesse e sono autosufficienti possono essere anche sexy.

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