Luke Perry è scomparso da poco più di tre settimane e molti fanno ancora faticano ad abituarsi all'idea che l'attore, ancora giovanissimo e simbolo di un'era televisiva, se ne sia andato in seguito a un ictus. Nelle scorse ore a dare voce a questo sentimento è stata la figlia Sophie, che ha pubblicato su Instagram una foto insieme a suo padre Luke, non nascondendo le difficoltà a superare un lutto che provoca certamente diversi sbalzi d'umore in lei: "Oggi mi manchi un po' di più", scrive Sophie.

La figlia di Luke Perry, scomparso il 4 marzo, era finita sotto i riflettori dopo la morte del padre per aver palesato, a giudizio di molti, un certo distacco nei confronti della perdita. Per questo con un lungo post su Instagram aveva voluto controbattere a chi aveva giudicato i suoi atteggiamenti: “Ho 18 anni, non ho chiesto io questa attenzione mediatica. Non rimarrò a piangere nella mia stanza solo perché lo dice internet: mio padre Luke sarebbe il primo a non volerlo”.

La risposta di Sophie Perry agli haters

La Perry aveva scelto di reagire così alle offese di alcuni haters, che erano arrivati a biasimarla per il suo comportamento dopo la morte del padre:

Da quando il mio papà se n’è andato ho ricevuto parecchia attenzione online: la maggior parte dei commenti sono stati di supporto, ma purtroppo non esistono solo belle persone. Sono qui per dire che non ho chiesto io questa attenzione, non avevo di certo intenzione di finire sotto i riflettori virtuali. Ho 18 anni, voglio sentirmi libera di imprecare come un marinaio o di vestirmi qualche volta come una prostituta, se mi va. E soprattutto ho il diritto di ridere e sorridere, di continuare a vivere la mia vita nel modo più normale possibile. Sì, sono ferita, triste e piangente, la morte di mio papà era la cosa peggiore che potesse capitarmi. Ma non ho intenzione di stare chiusa in camera a piangere ogni giorno finché internet non mi darà il permesso di smettere e uscire fuori. Lui sarebbe il primo a non volerlo. Quindi, a quelli che stanno tentando di farmi vergognare per il mio linguaggio o per il mio guardaroba, a chi sta facendo un disgustoso processo al mio lutto, chiedo semplicemente di non seguirmi.