Paris, figlia di Michael Jackson e Debbie Rowe, racconta per la prima volta un episodio terribile. La primogenita del re del pop aveva 14 anni quando un personaggio dall’identità non meglio precisata tentò di violentarla. È lei stessa a raccontare per la prima volta l’accaduto, nel corso di una lunga intervista rilasciata al sito inglese “Rolling Stone”.

La figlia di Jacko ha mantenuto per anni il più stretto riserbo sulla questione. Lo ha fatto perché, negli anni immediatamente successivi alla morte del padre, una notizia di questo tipo avrebbe rischiato di ingigantire quanto di terribile si raccontava sul suo conto, soprattutto dopo che Jacko dovette affrontare un processo per presunti abusi su minori. Oggi che è un’adulta e che ha acquisto la sicurezza di sé che prima le mancava, Paris si è decisa a raccontare quel drammatico episodio. Risale all’epoca in cui aveva 14 anni, e specifica che ad aggredirla fu un estraneo molto più grande di lei:

Non voglio scendere nei dettagli, ma chiaramente non fu una bella esperienza. Fu davvero difficile per me superarla all’epoca. Non l’ho mai raccontato a nessuno.

Michael Jackson è stato ucciso: la denuncia di Paris

Nel corso della stessa intervista, Paris sostiene che Michael sia stato ucciso. Per la morte del padre, deceduto il 25 giugno del 2009, il medico Conrad Murray fu accusato di omicidio colposo. Paris si riferisce all’uomo con rabbia e ironizza sul fatto che, nel suo caso, la parola “medico” debba essere messa tra virgolette. La figlia di Jacko è convinta che il padre sia stato ucciso ma, anche in questo caso, preferisce non scendere nei dettagli:

È ovvio che è stato ucciso. Tutto porta in quella direzione. Suona come una teoria cospiratoria, ma la famiglia e i fan sanno che quanto dico corrisponde al vero. Un sacco di gente lo voleva morto. Se voglio vendetta? Certo, ma mi comporterò come se stessi giocando una partita a scacchi. Sto cercando solo di fare la mossa giusta. È tutto quello che posso dire in questo momento.