La polizia del Costa Rica ha sequestrato 400 chili di cocaina e 1,5 milioni di dollari in contanti, nascosti in un piccolo velivolo su una pista d'atterraggio privata di proprietà di Paris Hilton. Arrestato uno dei dipendenti, ma lei e la sua famiglia non sono ritenuti implicati con i trafficanti.

C'è grande movimento al cantone di Cañas dove la polizia del Costa Rica è intervenuta in un sequestro ingente di cocaina, ben 400 chili e 1,5 milioni di dollari in contanti, nascosti in un piccolo velivolo fermato su una pista di atterraggio privata a Rancho Horizonte. E di chi è questo Ranch? Di proprietà di Paris Hilton e della sua famiglia. Attualmente la polizia sta cercando di capire se la famiglia Hilton fosse effettivamente a conoscenza del fatto che la loro pista d'atterraggio venisse usata per contrabbandare e depositare droga ed attualmente sono stati arrestati tre nicaraguensi ed un uomo costaricano, ritenuto tra gli impiegati del ranch di Paris Hilton.

Secondo le fonti locali, la famiglia Hilton non si vede in quel ranch molto spesso ed attualmente non sono sospettati di nessun illecito. Saranno però chiamati a deporre una dichiarazione, mentre è attualmente sotto sequestro l'area utilizzata come pista d'atterraggio, così come l'aereo che veniva utilizzato per contrabbandare la droga. Al momento del sequestro, Paris Hilton si trovava ad Ibiza per un party all'Amnesia. La polizia locale sta continuando ad indagare e sta seguendo una pista che porterebbe ad aver scovato una serie di traffici lungo tutta l'America Centrale.

Paris Hilton e la cocaina, una vecchia storia

La ricca ereditiera ha una vecchia storia con la cocaina. Era il 2010 quando Paris Hilton fu arrestata a Las Vegas, a seguito di un fermo della polizia che vide nella sua auto fuoriuscire del fumo molto simile a quello della marijuana. Fu così infatti, oltre a trovare su di lei una sostanza rivelatasi come cocaina. Paris Hilton fu arrestata e subito rilasciata su cauzione, mentre sempre pochi mesi prima fu arrestata in Sud Africa, nello stadio di Port Elizabetth, trovata a fumare marijuana sugli spalti mentre assisteva alla partita valida per i Quarti di Finale dei Mondiali di Calcio tra Brasile ed Olanda. Non una condotta irreprensibile, dunque, ma da qui a ritenerla implicata nel contrabbando dei cartelli sudamericani, forse si esagera.