A distanza di un mese dalle ischemie che lo hanno colpito, Walter Nudo, dopo numerosi messaggi in cui dichiarava di star bene, parla dei tragici momenti che ha vissuto in un'intervista rilasciata al settimanale Chi. L'attore racconta, alla rivista diretta da Alfonso Signorini, quello che è realmente accaduto mentre si trovava in America, lontano da casa e dagli affetti che potessero stargli vicino:

Ero a Los Angeles, in albergo. Mi sono svegliato nel letto fradicio di sudore. Avevo freddo, ma sudavo. Il letto era completamente bagnato. Volevo chiamare aiuto, ma dalla bocca uscivano solo suoni distorti. Ho pensato “sto morendo”. Ho infilato non so come le scarpe e ho chiamato un taxi. Mi sono fatto portare da un amico medico che ha capito subito la gravità della situazione. Andiamo in ospedale dove mi sottopongono a una serie di esami. Appena terminati il medico mi dice una frase che non avrei mai pensato di sentire. “Lei ha due ischemie al cervelletto”. Improvvisamente ho perso la coordinazione e l'equilibrio. In pochi secondi ho perso il venti per cento del controllo del corpo. E intanto sentivo i medici che parlavano, parlavano… e io ero solo. Il primo istinto è stato quello di scappare. L'ho fatto, e sono stato un incosciente, ma mi sono salvato la vita

L'attore, infatti, contro il parere dei medici, dopo gli esami a cui è stato sottoposto, ha lasciato gli Stati Uniti per potersi operare in Italia. Si è recato subito al centro cardiologico Monzino di Milano, dove ha superato con successo un'operazione piuttosto delicata.

La vicinanza di Fabrizio Frizzi

L'ex concorrente del Grande Fratello Vip continua il suo racconto, ricordando quei momenti di terrore e sconforto che ha vissuto a Los Angeles. La solitudine e la lontananza da casa sono stati i motivi che lo hanno spinto a tornare in Italia, dove ha potuto farsi ‘aggiustare' quel cuore che per ore aveva smesso di dargli ascolto:

I medici mi hanno detto che avevo un buco nel cuore. Una patologia congenita. Ho subito pensato che dovevo scappare. In America ero solo. Volevo tornare in Italia, dai miei affetti, dalla gente che mi vuole bene. Così ho mentito ai medici e mi sono imbarcato. Quando l'aereo si è staccato da terra ho ricominciato a sudare e a tremare. Appena arrivato sono andato al centro cardiologico Monzino e, dopo aver fatto gli esami di rito, mi hanno operato immediatamente, in anestesia locale. Quando ho capito che la sonda usata dai medici stava entrando nel mio cuore per ripararlo, sono scoppiato a piangere di gioia. Ho capito che il mio cuore, la fonte della mia vita si stava aggiustando.

Walter Nudo rivela, inoltre, un dettaglio molto delicato e a tratti commovente. In quel frangente, in cui le difficoltà sembravano moltiplicarsi, ha sentito la vicinanza di una persona speciale:

Non so perché, ma in questa circostanza ho sentito molto vicino Fabrizio Frizzi. Io credo in queste cose. Ricordo che quando Fabrizio stava male, all'inizio della sua malattia, gli ho inviato un messaggio. Lui mi ha risposto dopo tre mesi, ma questo gesto mi ha fatto sentire importante. Ho sentito Fabrizio dentro quella risposta e l'ho sentito ancora in questa situazione.