Prima la star del football americano, Randall Cunningham, poi l'attore Eddie Murphy e infine il grande Michael Jackson. Era il 1987 e sembrava che Whitney Houston avesse trovato finalmente il vero amore, quando di lì a poco apparve all'orizzonte Bobby Brown, l'uomo che la vita gliela rovinò del tutto. Lo sposò nel 1992 e nel 1993, dopo un aborto spontaneo, ebbe la loro primogenita, Bobbi Kristina Houston Brown. Per Bobby Brown era la quarta figlia, dopo i primi tre avuti da ben tre donne diverse. Per Whitney il primo grande amore materno e, come prevedibile, rimase tale fino alla fine dei suoi giorni. Anni fatti di violenza domestica, sceneggiate in pubblico, aggressioni, denunce, alcol e droghe di ogni tipo.

Nel 2003 la Houston subì talmente tante percosse da suo marito che la polizia dovette bloccarlo con la scossa elettrica, prima di arrestarlo. Proprio lei, volto noto del film Bodyguard e da sempre fidanzatina d'America, era sprofondata in un incubo terribile, nel quale riusciva a sopravvivere solo grazie a sostanze stupefacenti e psicotropi.  L'infedeltà di Bobby Brown fu solo la punta di quell'iceberg eretto con la freddezza dell'odio e e dei soprusi, così nel 2006 la cantante decise di separarsi e iniziare un lungo periodo di riabilitazione.

Bobbi Kristina le venne affidata, ma il sogno di una vita migliore tardò ad avversarsi e da quel momento in poi si susseguirono anni tutt'altro che felici, che non bastarono a recuperare il malessere fisico e psichico cumulato durante il matrimonio. D'altronde Bobbi era poco più che adolescente quando, a detta del bodyguard personale di sua madre, "indossava orecchini da 20.000 dollari e vedeva i suoi genitori consumare quantitativi paralizzanti di droga". Un destino segnato, prevedibili nei suoi effetti devastanti. La celebre pop-star verrà trovata morta nella vasca da bagno di un hotel di Beverly Hills l'11 febbraio del 2012, a seguito di un mix letale di droghe e farmaci, l'ennesimo. La figlia Bobbi Kristina replicherà il suo decesso nel medesimo modo, dopo nemmeno tre anni dalla morte della madre.

Era lo scorso 31 gennaio quando la ragazza fu trovata priva di sensi in una vasca da bagno, dal compagno/fratellastro Nick Gordon, uccisa probabilmente dallo stesso mix letale di alcol e droghe. Sei mesi in coma per poi morire così, come sua madre, senza un perché. Una storia d'amore e di morte, lontana da qualsiasi lieto fine, della quale unica vera bellezza resterà la voce di Whitney, che probabilmente accompagnerà la sepoltura della sua primogenita e accoglierà le sue spoglie nello stesso luogo dove qualche anno fa è stata messa a tacere per sempre.