Arisa, la cantante. Rosalba Pippa, la donna che è in lei. A parlare sui social è stata quest'ultima, promotrice da tempo del body positive (o body positivity) contro qualsiasi forma di body shaming. Chiariamoci: la positività corporea, resa in italiano, è l'accettazione del sé in base al proprio corpo, perché tutti possano avere un'immagine fisica positiva, sfidando gli stereotipi che la società impone e il bullismo basato sulla discriminazione fisica (body shaming, appunto), declinata in vario modo. Troppo magre/i, grasse/i, basse/i, poco importa, qualsiasi forma di critica sull'aspetto fisico è alla base della lotta della body positivity e, da anni, di quella di Arisa, grande sostenitrice del benessere personale che passa attraverso la ‘normalità' del suo essere.

Indipendente dallo stile di vita, che è ovvio debba tendere più al sano che al bello, il concetto è quello di accettarsi con le proprie imperfezioni senza dover per forza omologarsi ai modelli che la società tenderebbe dapprima a proporre e poi, all'estremo, a imporre. Per questo motivo è il corpo di Rosalba Pippa a essere assurto a manifesto della bellezza orizzontale, quella accessibile a tutte coloro si rendano capaci di vederla, rispetto a quella verticale, che invece porta le donne a fissare verso l'alto dei modelli di perfezione spesso troppo distanti dal proprio modo di essere.

Arisa nel suo corpo vede "un albero di arance, un panino al latte, una dea" e isola tutto nelle tre parti inquadrate dalla sua fotocamera: seno, ventre e genitali. La possibilità che tende a offrire alle donne che leggono i suoi post su Instagram è quella di riuscire a vedere, al di là delle proprie imperfezioni, quanta bellezza si cela nei loro corpi e quanto è grande il potenziale femminile spogliato dalle logiche di photoshop e privo di ogni filtro.