«È quel pube sbattuto in faccia al lettore che trovo fuori luogo». Caterina Collovati, la moglie dell'ex calciatore e oggi opinionista sportivo Fulvio Collovati, non ha gradito la recente foto di Arisa – elogiata da tutti come un grande esempio di "body positivity". Motivo? «Penso che il politically correct abbia rimbambito un po' tutti. Quante chiacchiere inutili il movimento body positivity e balle simili, che noia». Per Caterina Collovati «ciò che balza all'occhio in questa foto non sono i simpatici rotolini di ciccia di Rosalba Pippa in arte Arisa». No, ma «quel pube sbattuto in faccia».

La nuova immagine di Arisa

Da settimane è in atto una vera e propria trasformazione concettuale di Arisa, almeno stando alla sua comunicazione sui social network. Arisa si sta facendo promotrice ormai da tempo di questo atteggiamento (o dovremmo chiamarlo movimento?) che converge nella body positivity. L'accettazione di sé completa, del proprio corpo, sfidando stereotipi sociali e combattendo ogni discriminazione. Ma è una body positivity a tutto tondo, che va anche oltre, concendendosi una libertà complessiva, anche linguistica. Un esempio pratico. Un mese e mezzo fa circa, Rosalba Pippa scriveva "rutto, scoreggio e amo il sole!". Sembra quasi una tripla da romanzo. Di certo, una schiettezza tale difficilmemente la troveremo con frequenza su altri canali social di artisti riconosciuti ed è proprio questo aspetto – ripetiamo, questo atteggiamento – che conferisce un bollino di autenticità-unicità a Rosalba Pippa, in arte Arisa.

I pro e i contro

Una comunicazione di questo tipo è impossibile da inserire in una gabbia linguistica, in uno schema. Questo è sicuramente un pro: di Arisa, del resto, ce n'è soltanto una (purtroppo o per fortuna). Una reazione come quella di Caterina Collovati fa invece parte dei contro di una comunicazione spinta in questo modo. Ma, d'altro canto, la saggezza popolare raramente sbaglia: non si può certo piacere a tutti.