Sono tantissimi quelli che si sono chiesti in che modo Brigitte Nielsen sia riuscita a diventare mamma a 54 anni. L’ex moglie di Sylvester Stallone, già madre di tre figli, ha rilasciato un’intervista a People cui ha chiarito le dinamiche dell’accaduto. Di fronte allo stupore espresso da molti, l’attrice ha fatto sapere di essere ricorsa agli ovuli congelati 14 anni fa:

Quando ho incontrato Mattia abbiamo deciso insieme di congelare gli ovuli per il nostro futuro insieme. Un figlio a 55 anni? Capisco che le persone possano essere scettiche. Ma è la mia vita. E poi quanti uomini hanno figli a 60 e 70 anni e nessuno dice nulla?

Dieci anni di tentativi e fecondazioni in vitro

La ricerca della gravidanza di Brigitte non è stata semplice. L’attrice ha fatto sapere di avere dedicato alla ricerca di un figlio 10 anni di estenuanti tentativi e fecondazioni in vitro prima di riuscire nel suo intento: “Bisogna essere realistici. È una strada lunga. Se non vuoi usare gli ovuli di un donatore devi conservare i tuoi ovuli.  È un percorso lungo e molto costoso e le possibilità di rimanere incinte così sono bassissime, il 3/4%. Non è garantito che funzionerà. Ho avuto molte delusioni e ci abbiamo provato per dieci anni. Arrivava la telefonata tanto attesa, ma il risultato era sempre negativo”.

Era un desiderio del marito Mattia Dessi

Brigitte confessa di aver cercato con tanta insistenza la gravidanza per fare un regalo al marito Mattia Dessi, sposato nel 2006 e oggi diventato padre di Frida. L’uomo ha 15 anni meno della Nielsen ma il loro è un amore solido, un rapporto sincero coltivato nel tempo e diventato sempre più profondo: “È il suo primo figlio e siamo molto innamorati, siamo molto felici, abbiamo una relazione solida, festeggiamo 14 anni insieme”. Infine, incoraggia le donne che si trovano nella sua situazione a non perdere mai la speranza:

Penso che a volte ci si può sentire sole, molte donne non parlano tra loro a riguardo. Dovremmo tenerci per mano perché non c'è niente di sbagliato nel voler avere un bambino, che tu abbia 20 anni, 30, 40 o, come nel mio caso, 50 anni.