Non bastasse il caos scatenatosi qualche giorno fa sull'addio al nubilato di Chiara Ferragni, con le amiche ridicolmente definite "rotonde" da un infelice titolo sul Corriere, oppure il bizzarro tweet di Costantino Della Gherardesca che ha provocato la reazione di Fedez, ecco che la fashion blogger più potente d'Italia torna ancora una volta al centro delle polemiche. Stavolta, a criticarla è stato lo scrittore Fulvio Abbate. E anche stavolta, ci ha pensato il promesso sposo rapper a intervenire sull'argomento.

Le parole di Fulvio Abbate

Romanziere, saggista, filosofo e critico d'arte, Abbate si è espresso ai microfoni di Radio Cusano Campus in termini non proprio lusinghieri nei confronti della fashion blogger, come pure del piccolo Leone, il figlio della coppia: "Mi fa orrore. Mi piacciono di più le povere standiste del parmigiano, quelle che nel supermercato ti invitano ad assaggiarlo, o le varie miss tappa delle gare ciclistiche, che non questa ragazza che ha dietro tutta un'organizzazione familiare. Ma in quale stand lavora Chiara Ferragni? Ma le avete viste le foto del figlio? Non ha la faccia quel bambino, ha il bancomat al posto del volto. Ha milioni di follower? E sti ca***! Che ca*** me ne importa, è lo spettro assoluto dell'insignificanza". Poi, ha rincarato la dose in un articolo per Linkiesta.

La replica di Fedez e il video di Abbate

La risposta di Fedez non si è fatta attendere: "Il virtuoso pensatore Fulvio Abbate asserisce che Chiara Ferragni gli è indifferente – ha detto in un video apparso su IG Stories – eppure continua a sprecare righe su righe su di lei, paragonandola a uno stand dell’Expo e della merce d’esposizione. Complimenti! Perché perdere tempo, nei tuoi voli pindarici, ad analizzare una cosa che reputi insignificante, paragonando una donna a della merce messa in vendita? Probabilmente i vostri editori, quando scrivete di Chiara Ferragni, sono contenti perché quando parlate dei misticismi e del significato della vita non vi caga un ca** di nessuno e quindi siete voi che vi abbassate così tanto per così poco". A quel punto, lo stesso Abbate ha regalato una controrisposta in un video su Instagram, non meno velenosa:

Caro Fedez, non esiste soltanto un capitale economico, ma anche delle idee, della fantasia. In quello che la tua compagna produce non ci sono idee, non c'è fantasia. C'è il nulla. Perché non imparate cos'è la fantasia? Lo dico senza cattiveria. Chissenefrega se avete i soldi, ca** vi servono se non avete fantasia.

Fedez contro chi lo accusa di sfruttare il figlio Leone

Il rapper, però, non si è limitato a replicare allo scrittore, ma ha deciso di tornare su una polemica che lui e la compagna si portano dietro dalla nascita del figlio Leone: "E già che ci sono, per quanto riguarda tutte le sterili polemiche sul fatto che noi useremmo nostro figlio per ottenere benefici economici". L'autodifesa di Fedez è accesissima:

Punto primo, ho 28 anni, Chiara ne ha 30, insieme abbiamo due società con una ventina di dipendenti che danno da mangiare ad altrettante famiglie. La nostra fortuna, di certo, non la dobbiamo alla nascita di nostro figlio, ma al lavoro. Punto secondo, non ha molto senso utilizzarci come paradigma dell’esporre il figlio in cambio di benefici economici per placement, quando io non ho mai fatto un post pubblicizzato con mio figlio, e quando ci sono personaggi pubblici che usano il figlio come se fosse un espositore da centro commerciale, da anni. Terzo punto, abbiamo semplicemente deciso di pubblicare le foto della nostra famiglia, senza pixellare la faccia di nostro figlio come se fosse un collaboratore di giustizia, perché tanto non avrebbe avuto molto senso, data l’esposizione mediatica a cui siamo sottoposti. Quindi scelta opinabile o meno, a cui inevitabilmente un figlio neonato si deve adattare, non essendo senziente a tal punto da poter indicare le proprie preferenze.

La risposta alle polemiche sul mancato battesimo

Fedez coglie l'occasione per tornare su alcune critiche scatenate dal suo rifiuto di far battezzare Leone: "Ed è il medesimo scenario di quando si battezza e si converte a una religione un figlio, senza poterglielo chiedere. Però, ovviamente, se un bambino viene esposto mediaticamente da una coppia che inevitabilmente è già esposta mediaticamente – quindi, per la proprietà transitiva, lui stesso sarà esposto mediaticamente – ci si indigna. Però quando lasci il libero arbitrio a un bambino e non lo battezzi, no!". Conclude il rapper:

È tutta una questione di punti di vista: per chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto, siamo una famiglia che ha costruito il suo riscatto sociale sulle basi dell’analfabetismo di ritorno, per chi vuole vederlo mezzo pieno, siamo due persone che sono venute dal nulla e si sono costruite le cose senza i sistemi clientelari a cui l’Italia è abituata.