Il Moige di nuovo contro il Grande Fratello Vip. Da tempo critico nei confronti del programma, il Movimento Italiano Genitori ha promosso una petizione che ne invoca apertamente la chiusura, con tanto di appello all'Amministratore Delegato di Mediaset Piersilvio Berlusconi. Il reality show, che sta registrando ottimi ascolti e un'immensa popolarità sul web, è stato definito uno show "inaccettabile", per i suoi contenuti ritenuti altamente volgari. Canale 5, dal canto suo, replica sostenendo che la trasmissione non viola alcuna regola televisiva.

La petizione del Moige per chiudere il GF Vip.

Nel mirino del Moige ci sono alcuni avvenimenti in particolare, come il già biasimato bidet in primo piano di Cecilia Rodriguez o il frequente turpiloquio, a partire dalla bestemmia costata la squalifica a Predolin. Nella petizione, pubblicata sul sito citizengo, si citano i tanti litigi, spesso culminati in pesanti offese sul piano personale. Nell'"esplosione di indecenza" di cui parla la richiesta si potrebbe includere anche il non meno discutibile episodio dei palpeggiamenti di Predolin a Carmen Di Pietro di cui lei stessa si è detta "indignata" ai nostri microfoni. Va detto che proprio tali scene sono il sale di un programma come il Gf Vip, che fruttano al programma i suoi picchi di audience. Questo il testo della petizione

Il programma ‘Grande Fratello VIP’, in onda ogni lunedì sera su Canale Cinque, è inaccettabile: assistiamo ad ogni puntata ad un’esplosione di indecenza, volgarità e disprezzo. Le telecamere spesso inquadrano scene da evitare in prima serata, lesive della privacy e irrispettose del minore, come nel caso dello scandaloso bidet della Rodriguez in diretta TV. Non mancano accesi litigi, imprecazioni che costano fortunatamente squalificazioni (come quella di Predolin), minacce gratuite (come quella dell’impulsivo Rodriguez ai danni di Bossari) e insulti (come le affermazioni pesanti contro Malgioglio). È inammissibile che vengano trasmessi programmi così scadenti, di tale squallore e bassezza culturale, offensivi per la dignità di tutti gli spettatori adulti e minori che siano.

La replica di Mediaset.

Ecco invece la risposta ufficiale di Mediaset, che definisce "assurdo e anacronistico" il reclamo del Moige sostenendo come i programmi del Biscione rispettino tutte le regole. Il vero pericolo per i minori si celerebbe nell'universo del web, piuttosto che nei programmi tv.

In merito alla petizione pubblica con cui un’associazione pretenderebbe di interrompere il programma “Grande Fratello Vip” in onda su Canale 5, Mediaset precisa quanto segue. Tutti i programmi Mediaset rispettano le norme e i principi che regolano il sistema radiotelevisivo. E non potrebbe essere altrimenti dal punto di vista legale. Ma oltre ai vincoli di legge, Mediaset esprime una propria responsabilità editoriale che caratterizza quotidianamente l’attività televisiva del Gruppo. Tanto è vero che Mediaset, per prima e di propria iniziativa, ha introdotto già nel 1994 la segnaletica semaforica (i cosiddetti ‘bollini’ verdi, rossi e gialli) che aiuta le famiglie a orientarsi nella programmazione. È  comprensibile che singole associazioni possano non apprezzare alcune trasmissioni e in questi casi esistono due diversi livelli di protezione: il telecomando e il sistema “parental control” che assicura a ogni famiglia la possibilità di regolare l’accesso televisivo ai minori. Pretendere oggi di chiudere programmi televisivi suona assurdo e anacronistico, quando il vero tema riguarda l’accesso indiscriminato del pubblico di ogni età al mondo Internet su cui non è esercitato alcun controllo.

Già in passato il Moige contro il GF Vip.

Il Moige, del resto, non ha mai visto di buon occhio i contenuti del reality e di altri programmi di Canale 5, tanto che l'Osservatorio Media dell'associazione ha tributato al Gf Vip il "bidoncino del trash", poco lusinghiero premio assegnato, tra gli altri, anche a Uomini e Donne. Probabile che quest'anno lo show condotto da Ilary Blasi farà il bis, dal momento che ci pare a dir poco improbabile l'eventualità di una chiusura del programma.