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La femminilità di Arisa ci esplode addosso: dovremmo essere tutti e tutte come lei

La lezione di femminilità di Arisa va oltre ogni giudizio morale: conta come ci si sente, quello che abbiamo dentro. Dovremmo essere tutti e tutte come lei.
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La chiamano body positive, io voglio provare a chiamarla con un nome differente ma non distante, seguitemi nel ragionamento: la ‘femminilità‘. Quella di Arisa ci esplode addosso – letteralmente – da un paio di stagioni. Il percorso di Arisa è stato un cambio di marcia graduale, che andrebbe studiato nelle scuole di marketing e comunicazione ma anche in quelle meno nobili e ufficiali di tutoring e mindset. Disco dopo disco, anno dopo anno, Arisa ha preso coscienza di sé e del suo corpo e non ha più paura. Infatti, lo ammette: "C'era una volta una morbida felicità che non voleva più restare nascosta. Pubblicità nuda e cruda", scherza Arisa pubblicizzando il suo disco che, non a caso, si chiamerà "Ero romantica".

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Ma questo non è forse romanticismo? La femminilità espressa da Arisa – a parere di chi scrive – è un concetto astratto e complesso, tutto nuovo, che può andare ben oltre il genere uomo-donna. È qualcosa che ha a che fare con la bellezza, e la bellezza è, sì, un sostantivo femminile ma sta bene su tutto e su tutti. Anzi, su tutti e su tutte. Anche sugli uomini. Conta come ci si sente, quello che abbiamo dentro. Conta sempre di più tutto quello che teniamo nascosto agli altri, che non valorizziamo perché abbiamo paura dei giudizi morali, quelli che stanno distruggendo concetti e assunti passati per battaglie fondamentali e che rischiano – ma lo stanno già facendo – di portarci allo stato dei neo-primitivi. Allora, Arisa traccia una strada con un messaggio molto chiaro:

Voglio sentirvi cantare, voglio emozionarvi, innamorarvi, farvi venire voglia di vivere, di rischiare, di ricominciare, di fare l’amore.

E la morbida felicità di cui parla avrà un altro nome per ognuno di noi, c'è e se ne sta rintanata nell'attesa di esplodere in faccia a qualcuno come un manifesto che si appiccica addosso. Proprio come è successo a lei. E allora: viva Arisa, viva la femminilità.

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Gennaro Marco Duello (1983) è un giornalista professionista. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Lavora a Fanpage.it dal 2011. Ha esordito nella narrativa nel 2022 con il romanzo Un male purissimo (Rogiosi). California Milk Bar - La voragine di Secondigliano (Rogiosi, 2023) è il suo secondo romanzo.
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