"Adesso esce fuori anche la parte mia. Andranno su Simone e su di me, visto che abbiamo fatto le stesse cose con Marco": inizia così la nota audio di Eliana Michelazzo. A fornirla a Fanpage.it è Pamela Perricciolo.

L'ex agente di Pamela Prati ha rilasciato una lunghissima intervista, il primo intervento video dal momento in cui è scoppiato il caso Prati-Caltagirone. La donna, nei confronti della quale le due ex socie, Pamela Prati ed Eliana Michelazzo, hanno puntato il dito dal momento in cui il castello di carte è crollato, ammette le sue responsabilità, racconta che l’imprenditore Mark Caltagirone, padre di due presunti figli in affido, non è mai esistito e svela la sua verità a proposito del profilo di Simone Coppi e delle altre decine di profili fake utilizzati nel corso degli anni.

A supporto fornisce le prove sull'ex compagne d'avventura mediatica.

L’incontro con Eliana e la nascita di Simone Coppi

Pamela racconta di avere incontrato Eliana Michelazzo nel 2009, appena terminato il trono di Federico Mastrostefano. Quel legame divenne fortissimo, tanto da spingerla a cederle metà della sua agenzia: “Incontrai Eliana Michelazzo subito dopo la sua uscita da Uomini e Donne. Avevo già la Aicos dal 2007 e mi occupavo di pubblicità, ma quando la conobbi cominciammo fin da subito a lavorare insieme. Nello stesso anno decisi di regalarle metà della mia agenzia come dono di cresima. La consideravo una sorella”. Sostiene che proprio la Aicos sarebbe stata alla base della decisione di Eliana di accusarla:

Oggi la società ha perso tantissimi dei suoi personaggi. Si sono dissociati a causa delle troppe bugie, e di bugie ne abbiamo dette tante. Da quel momento in poi, a Eliana è franato il terreno sotto i piedi. Le avevo consigliato di non andare in tv, di smetterla. Lei dice di avere aperto gli occhi. io invece credo le si sia annebbiata la vista.

Il finto Mark Caltagirone

La Perricciolo sostiene che un “Marco” esistesse davvero e afferma che fu lei stessa a parlare di quest’uomo a Pamela Prati: “Avevo detto a Pamela Prati che c’era un uomo che ha frequentato il mio ristorante e che mi chiedeva spesso di lei. Mi diceva di chiamarsi Marco e di non vivere in Italia. Verso fine marzo, Pamela mi dice di avere cominciato a scambiarsi messaggi con questo uomo. A oggi nemmeno io posso dire si chiamasse Caltagirone, ma proprio da quel momento Pamela ha cominciato a raccontare di avere conosciuto questo imprenditore che lavorava all’estero. Da qui la situazione ci è sfuggita di mano”.

Mark Caltagirone non esiste, questo è chiaro. La percezione è che un uomo ci sia stato e che si sia collocato solo all'inizio di questa vicenda. Da lì, in un modo che Pamela non ha voluto chiarire, le tre donne hanno finito per incastrarsi all’interno di questo complicato gioco degli specchi. “Il matrimonio non c’è stato perché questo uomo non c’era” dice Pamela. Forse l’uomo in questione, che non è Caltagirone, si è sfilato nelle prime fasi. Da lì, profilo fake alla mano, avrebbero continuato a fare il resto, con la Prati ed Eliana che sarebbero state consapevoli.

I profili falsi di cui dispone la Aicos

Pamela ammette che falsi sono i profili abbinati agli inesistenti familiari di Simone Coppi, sarebbero nati anni fa, gestiti da lei stessa e da alcuni amici dei quali preferisce non fare il nome: “Abbiamo fatto questa grandissima cavolata in tre. In agenzia disponiamo di tanti profili falsi, impossibile dire chi di noi li abbia utilizzati. Creai questi profili molti anni fa insieme ad alcuni amici. Ci sono serviti negli anni per avvicinare persone, crearci una rete intorno e anche per gioco”.

Come ha già fatto la Michelazzo, sostiene che il “magistrato Simone” non esista e che Eliana, dopo avere conosciuto un certo Simone nel 2009, abbia portato avanti con lei questa bugia per un fatto di comodo:

Eliana aveva iniziato a sentirsi con una persona. Lo incontrò a Fontana di Trevi. In quel periodo ebbe qualche problema, dire che fosse sposata serviva a far capire che non era da sola. All’inizio (delle chat social, ndr) non era consapevole del fatto che Simone non esistesse ma dopo l’ha capito. È partito tutto per proteggerla e poi non siamo più tornate indietro, era una situazione di comodo.

Il bambino spacciato per Sebastian

La Perricciolo ammette con amarezza la questione legata all’identità del bambino spacciato per Sebastian Caltagirone. “Questo ragazzino era un iscritto dell’agenzia Aicos. Abbiamo fatto la cosa tremenda di farlo passare come figlio di Mark Caltagirone. Pensavamo di uscirne e, invece, ci siamo sotterrate” ammette:

C’era una necessità di dimostrare che quello che dicevamo fosse vero. Come per il bambino. C’è un contratto e i genitori sapevano che avrebbe dovuto interpretare un ruolo e chiamarsi in un certo modo. Come agenzia non sono tenuta a comunicare il film o il progetto. Al posto della madre, non avrei lasciato andare mio figlio con un’estranea. Eliana e Pamela dicono che non conoscevano il bambino ma quando sono entrata nel bar dov’era organizzata la merenda, la Prati ha fatto finta di essere da sempre sua madre. Era la prima volta che lo vedeva ma non lo ha detto, ha finto che ci fossero stati altri incontri e chi era presente può testimoniarlo. Non esistono vittime e carnefici. Nemmeno Eliana ha fatto presente di avere visto il bambino per la prima volta in quel posto, ha finto di conoscerlo.

La sera della confessione di Eliana

Ci sarebbero stati una serie di litigi tra le tre circa la possibilità di continuare a portare questa storia in tv. Secondo Pamela, sarebbe stata Eliana a premere affinché si proseguisse lungo quella strada: “Io avevo detto basta ma Eliana ha continuato a dire che sarebbe dovuta tornare in tv. Mi diceva che non poteva dire di no. La sua teoria è che, in caso contrario, ci avrebbero massacrati. Continuava a dirmi ‘Questi vogliono qualcosa, dobbiamo portare qualcosa altrimenti in puntata che si dice? Come faccio a dire no a una rete per cui lavoro? Dobbiamo subito ammettere che il matrimonio non ci sarà’”.

A questo proposito mostra lo screen di una vecchia conversazione con la Michelazzo. Nel messaggio, Eliana chiede di "far vedere Marco e poi lavarsene le mani". "Qui è dove mi diceva che dovevamo trovare uno da fotografare" racconta Pamela che nell'intervista aveva già fatto riferimento al fatto che la collega le avesse suggerito di accusare pubblicamente la Prati perché l'agenzia ne uscisse pulita.

Poi, clamorosamente, è proprio Eliana a crollare, raccontando la sua versione dei fatti dietro le quinte di Live – Non è la D’Urso. Quella sera Pamela avrebbe tentato più volte di contattarla, invano:

La sera in cui Eliana ha raccontato che era tutta colpa mia ho scritto a un autore. Non sapevo cosa stava accadendo perché non riuscivo a mettermi in contatto con lei, non mi rispondeva al telefono. All’ennesima chiamata, al suo telefono risponde una donna e mi dice che una ragazza molto agitata aveva gettato il cellulare nel parcheggio. Tra l’altro, proprio in quel periodo Eliana aveva iniziato a dirmi che avremmo dovuto dare la colpa di tutto a Pamela Prati. Io mi sono rifiutata e lei è partita per Milano. Quando quella sera non mi ha risposto al telefono, ho chiamato Martina e le ho detto che ero preoccupata. Sapevo che Eliana quella sera avrebbe dovuto avere un incontro con un autore quindi gli ho mandato un messaggio per chiedere se avesse notizie di Eliana. Lui mi rispose di non averla vista né sentita e invece stava registrando con loro.

Il messaggio della Michelazzo dopo la confessione

Pamela mostra a Fanpage.it un sms ricevuto da Eliana Michelazzo poco prima della confessione. Lei stessa racconta quanto l’ex socia le aveva scritto: “Credo che Eliana temesse di perdere l’agenzia e quindi è accaduto di tutto. Ricevetti un messaggio da lei poco prima di sapere che aveva raccontato quelle cose di me. Mi scriveva: ‘Tutelati, vai via. Domani ti porto soldi’. È crollata psicologicamente e ha cercato di salvarsi e salvare l’agenzia”. Costruite ad arte sarebbero anche le chat mostrate dietro le quinte per accreditare l’esistenza di Mark. Lei stessa ammette che quei messaggi sarebbero stati creati con uno scopo preciso: “Le nostre chat servivano anche per avere una cronologia, per averle sul telefono”.

Il video con il finto Mark Caltagirone

Prima di intervistare la Perricciolo, a Fanpage.it arriva un video che mostra proprio Pamela in auto con un uomo. Guarda in camera e dice: “Sono con l’uomo più ricercato d’Italia”. Si riferisce a Mark, è evidente, ma quell’uomo non è Mark, perché Caltagirone non esiste. Si tratta dell’ennesimo “personaggio fantasma” di questa storia,  prestatosi per vestire i panni dello sposo inesistente della Prati. Gliene chiediamo conto e lei spiega che si tratterebbe dell’ennesimo amico. Sostiene, eppure la voce lo suggerirebbe, che non sia lo stesso uomo che ha chiamato Barbara D’Urso spacciandosi per Mark:

Quell’uomo che ha girato quel video era un amico. Non è lo stesso che ha telefonato alla D’Urso in diretta. Non posso dire chi è, anch’io ho le mie fonti. Serviva necessariamente una telefonata per rendere credibile questa storia. Gli autori ci avevano chiesto di avere almeno una telefonata da parte di Mark Caltagirone e la chiamata c’è stata. Era uscita la notizia che fosse un attore, ma non si trattava dell’uomo che qualcuno ha individuato e avvicinato.

Il Pratigate e la responsabilità dei media

Pamela si assume solo in parte le responsabilità di questa storia. Il resto andrebbe attribuito, secondo quanto racconta, alle sue colleghe e a chi ha continuato a occuparsi della vicenda: “Non credo che la colpa sia tutta nostra. È nostra al 50%. Il resto è di chi ci ha invitato in tv e fatto andare avanti in questa situazione. Chi in Mediaset o in Rai non aveva capito fin dall’inizio che il matrimonio non ci sarebbe stato? C’erano troppi dubbi, al punto che Verissimo ha bloccato i pagamenti alla Prati. Se non fossimo servite a fare audience, ci avrebbero fermate e denunciate per truffa. Noi non ci abbiamo guadagnato, a parte Eliana Michelazzo ultimamente. Chi ci ha guadagnato davvero da questa storia sono i programmi. Nessuno sapeva con certezza che il matrimonio non ci sarebbe stato, ma se continui a invitarmi fai il mio gioco”.