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Marco Mengoni incita i curiosi: “Chiedetemi se sono gay”

Una carriera giocata sul filo dell’ambiguità è quella che Marco Mengoni starebbe cercando di costruire. Uno tra i giovani talenti più bravi della musica italiana negli ultimi dieci anni si confessa a cuore aperto e, a chi gli chiede notizie sulla sua presunta omosessualità, risponde così.
A cura di Stefania Rocco
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marco mengoni

Non sente alcuna necessità di etichettarsi Marco Mengoni, lo straordinario artista nato dalle ceneri di X Factor in Rai, quella voce straordinaria che è riuscita a convincere perfino il mercato discografico estero. Che sia bravo, non c’è dubbio, e l’ha ampiamente dimostrato tanto che il suo ultimo singolo Solo è già primo su ITunes. Il segreto del suo successo è una formula inaccessibile che mixa sapientemente lo straordinario affetto dei fan alle curiosità sempre più insistenti circolate sul suo conto e sulla sua presunta omosessualità.

Dalle accuse di Fabri Fibra, che lo sbeffeggiò pubblicamente in una canzone, di tempo ne è passato ma Mengoni ancora si ostina ad alimentare i pettegolezzi e non conferma né smentisce le voci. In un’intervista a Vanity Fair, è tornato a discutere sull’argomento, fornendo, forse per la prima volta, il suo punta di vista sulla questione. Un rapporto con la sessualità che lascia spazio a qualunque tipo di pensiero perché è in questo modo che, giura lui, ha deciso di gestire la parte votata al gossip della sua spettacolare carriera.

marco mengoni

La carriera di Marco costruita sulla sua ambiguità

Come nell’intervista di Mengoni a Domenica 5, anche qui Marco dimostra la sua abilità nel destreggiarsi con l’argomento. A domande dirette risponde con mezze frasi divertite, sicuro che alimentando parte di quella curiosità morbosa sulla sua vita privata, sarà il primo a giovarne. Un genio dei giorni nostri che si maschera dietro una facciata genuina dietro la quale solo i più attenti possono vedere girare vorticose le rotelle dei suoi pensieri:

So delle voci relative alla mia presunta omosessualità e mi limito a lasciarle girare. Sto a costruì tutta sta carriera sull'ambiguità, e mò lo devo dì? Nun lo dirò mai. Anzi: prima c'era Fabri Fibra che alimentava la cosa, ora bisogna trovare altro. Mi chiedevo: perché non me lo chiedono più? Sarò diventato etero? Ci sto così attento… Alle feste e dopo i concerti, ci sono orde di ragazze che mi seguono. Ho fatto autografi sulle tette, mi hanno fatto succhiotti sul collo, non cose folli. Però farsi trovare fuori dalla camera d'albergo alle quattro di notte, a fa' le ronde… C'era una mamma che cercava di spingermi in camera la figlia. Mi sono un po' spaventato. Io me vergogno pure de annà a comprà il latte.

Sarà, eppure è difficile pensare che, l’autore di una risposta di questo tipo, abbia ancora un rapporto così tangibile con la timidezza. Marco è piuttosto uno straordinario esempio di marketing applicato a sé stessi che, unito a una potenza vocale straordinaria, ne ha fatto un artista di livello superiore rispetto a tanti altri usciti dai più disparati talent show. E dell’outing, qualora ce ne fosse il bisogno, nemmeno a parlarne. A Mengoni tanto di cappello. Lui sì che è un genio completo.

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