Circolano in rete numerose foto che mostrano Chiara Ferragni e Fedez piangere commossi nel corso del party organizzato a Palazzo Nicolaci il giorno prima che fossero celebrate le nozze vere e proprie. Quelle lacrime felici sono da attribuire ai discorsi che alcuni degli invitati al matrimonio hanno letto loro, parole messe insieme per augurare ai due una vita di felicità e amore. Tra tutti, a commuovere Chiara e Federico è stata Marina Di Guardo, scrittrice e madre di Chiara che si è ritagliata qualche minuto per fare gli auguri agli sposi in maniera speciale.

Il discorso integrale di Marina Di Guardo

Marina ha seguito l’amore tra Chiara e Federico fin dall’inizio. Nonna innamorata del piccolo Leone, ha concesso ai due la sua benedizione già da tempo. Salita sul palchetto antistante al tavolo dove sedevano i futuri sposi, la donna si è schiarita la voce e ha letto loro quelle righe precedentemente preparate: “In questo luogo unico, avvolti dall’incanto che solo la Sicilia può riservare, tutto sembra irreale, quasi onirico. Domani, abbagliante come tu sai essere, vestita dell’abito più bello, quello che tutte sognano da bambine, arriverai da Fede e gli dirai di sì”. Trattenendo a fatica la commozione, la madre di Chiara ha ricordato l’infanzia della sua bambina, a partire dal giorno della sua nascita:

Sembra ieri sai. Quella mattina di Maggio c’era il sole, aria di primavera, profumo di rose nel pieno della fioritura e c’eri tu. Ti guardavo incredula, intenta a non perdermi nemmeno un dettaglio: i tuoi inaspettati capelli rossi, le tue manine, i tuoi piedini, tutto era così perfetto, minuto. Finalmente quel giorno mi sono sentita importante e necessaria. Ero così attenta a non perdermi nulla. Ogni cosa aveva un senso, io avevo un senso. Mettere al mondo te e le tue sorelle, il dono più grande per un essere umano. Quell’emozione l’hai provata anche tu 5 mesi fa e non c’è bisogno di spiegarla.

Gli auguri a Federico, marito della sua bambina

Marina ha quindi ricordato un episodio dell’infanzia di Chiara, quando da giovanissima, aveva deciso di prendersi cura di un albero danneggiato nella speranza che rifiorisse: “Frasi d’amore che dovevano essere scritte su carta, non su quella pianta fragile. Voi bimbe l’avevate notato con quella sensibilità che solo i cuccioli d’uomo sanno avere e l’avevate soprannominato l’albero che piange. Ogni giorno gli facevate delle carezze per compensarlo delle ferite che qualcuno gli aveva inferto. Tu lo abbracciavi, gli parlavi ed era già come vederti mamma con il tuo bambino. Quando stringi Leoncino hai la stessa tenerezza, la stessa tensione ad avvolgere, voglia di donare, amare”. Si è quindi rivolta anche a Federico, che di lì a breve sarebbe diventato il marito della sua bambina:

Ora siamo qui a festeggiare te e Fede, belli come due protagonisti di fiabe, così simili ma al tempo stesso diversi. Mi piace pensarvi da ragazzini: la testa piena di sogni a immaginare il vostro futuro fatto di orizzonti più grandi di quelli che vi racchiudevano. Affamati di vita, di affetto, di progetti, pronti a condividere tutto insieme.