Sono passati poco più di tre mesi da quel sabato sera che rischiò di finire in tragedia per Niccolò Bettarini, figlio di Stefano e Simona Ventura, accoltellato lo scorso luglio dopo una serata in discoteca. Ieri ha compiuto 20 anni, con una festa in famiglia allargata, come riportato da Simona Ventura sui suoi canali social. Attimi di serenità dopo settimane di apprensione, prima in attesa di conoscere le conseguenze fisiche di quella aggressione a Bettarini, e poi il periodo della riabilitazione. Oggi la famiglia sembra essersi messa tutto alle spalle e quei giorni sono solo un brutto ricordo. "Sono 20 anni vissuti intensamente. È come essere su un otto volante, tra discese ardite e le risalite, tra grandi rabbie e profonde felicità. Un compleanno diverso dagli altri… Si! Più bello e speciale!". Sono le parole di Simona Ventura dedicate al figlio per augurargli il meglio nel giorno del suo compleanno.

Presente anche Nicoletta, la compagna di Bettarini

Alla cena di festeggiamento erano presenti tutti, compreso Stefano Bettarini insieme alla compagna Nicoletta Larini. Ironia della sorte, nelle ultime settimane la coppia si è trovata protagonista del programma televisivo Temptation Island, condotto proprio da Simona Ventura, che ha agito da moderatrice nella risoluzione dei problemi di coppia che stavano portando il binomio verso una spaccatura apparentemente insanabile. Lo stesso Bettarini ha dedicato al figlio Niccolò: "Voglio ringraziare tutti per i numerosi auguri, apprezzati tutti dal primo all’ultimo….e super contento di averlo passato con le persone che amo…grazie". 

Le condizioni di Niccolò Bettarini

Intanto Niccolò sembra essersi ripreso quasi del tutto dalle ferite derivanti dall'accoltellamento subito nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio 2018. Alcune settimane fa, per la prima volta, aveva mostrato i segni delle undici coltellate ricevute nel corso dell'aggressione che ha subito a Milano, al di fuori di un noto locale meneghino. Al mare a Viareggio a torso nudo, senza più il tutore al braccio per proteggere la zona più duramente colpita, mostrava i ricordi indelebili di un episodio che avrebbe potuto essere anche più grave, con una didascalia eloquente:

Ribellarsi, ribellarsi e ribellarsi ancora, finché gli agnelli non diventeranno leoni