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Ruby Rubacuori è una vergogna: il padre Mohammed si sfoga su Vanity Fair

Il padre di Ruby Rubacuori critica la figlia dicendo che sta facendo vergognare tutta la sua famiglia, intanto la Rubacuori ha rotto ogni tipo di rapporto con i genitori.
A cura di Vincenzo Palumbo
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La protagonista del Bunga Bunga

La prima udienza del processo sul Caso Ruby che vede come imputato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è terminata in poco meno di dieci minuti, tutto rinviato.

Aspettando la prossima udienza la protagonista dello scandolo delle notti di Arcore Ruby Rubacuori, vero nome Karima El Mahroug, continua a fa parlare di sè.

La giovane ha rotto ogni rapporto con la sua famiglia che vive a Letojanni, piccolo paese della Sicilia dove anche lei ha vissuto i suoi primi anni in Italia.

Mohammed, il padre di Ruby Rubacuori, intervistato in esclusiva da Vanity Fair ha detto: "Sua madre l’ha chiamata due giorni fa e anche oggi. Ma appena sente arabo attacca il telefono".

La famiglia della ragazza si vergogna della figlia, la madre come ci dice Mohammed non esce più di casa da quando è scoppiato lo scandalo: "Vergogna anche lei. Non vuole uscire di casa. Non vuole vedere nessuno".

Il padre di Ruby non nasconde di vivere in condizione economicamente disastrose e di non ricevere nessun aiuto dalla figlia: "Fatico a lavorare. E poi vergogna, vergogna. Al lavoro tutti mi guardano e dicono: "Vedi, è lui, è quello il padre" e io sento tanta vergogna. E poi tanti problemi. Mancano soldi.  Karima si è dimenticata di noi. Tornare in Marocco non si può perché non c’è lavoro.Però resta tanta vergogna".

Ruby a Kalispera raccontò di essere stata molestata a 9 anni e che scappo' di casa perchè veniva trattata male dalla famiglia.

Il padre racconta altro, ma a dare più forza alla versione della Rubacuori ci sono le parole di un vigile di Letojanni intervistato in esclusiva da Vanity fair: "Ruby ha fatto bene a scappare. Con il carattere ribelle che aveva, fosse rimasta qui avrebbe fatto la fine di quella pakistana ammazzata dal padre. Lo sappiamo bene noi che, dopo la segnalazione delle maestre, per un periodo la abbiamo accompagnata da casa a scuola per essere sicuri che seguisse le lezioni. Voleva farla sposare a un uomo di trent’anni più grande in Marocco, a dodici anni".

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