La gioia di Alanis Morissette, diventata mamma per la terza volta lo scorso 8 agosto, si è accompagnata a una brutta forma di depressione post partum, di cui la cantante ha parlato apertamente sul suo blog. Si tratta di un problema che l'artista canadese conosce bene, e che ha affrontato per ben due volte dopo la nascita dei figli Ever Imrie e Onyx Solace. Purtroppo, questo disturbo, che colpisce moltissime donne nei primi mesi di maternità, si è ripresentato anche quando la Morissette ha dato alla luce il terzogenito Winter Mercy.

Alanis Morissette racconta la depressione post partum

Nei primi due casi, Alanis attese molti mesi prima di rivolgersi a un medico. "Stavolta non farò passare quattro minuti", aveva promesso dopo l'annuncio della sua terza gravidanza. La Morissette non ha cercato conforto soltanto negli specialisti, ma anche nei suoi fan, cui ha parlato a cuore aperto di questo incubo "dai molti tentacoli" che le sta provocando "privazione del sonno, confusione, dolore fisico, solitudine, ansia". La cantante definisce la depressione post partum una "scimmia subdola armata di machete", un mostro da combattere e che ora, forte delle esperienze precedenti, sa come fronteggiare.

Stavolta sono più preparata, quindi sto facendo in modo di sconfiggerla il prima possibile… Ma nonostante tutta la mia preparazione, la depressione post partum è ancora una scimmia subdola armata di machete che si fa strada attraverso la mia psiche, il mio corpo, le mie giornate, i miei pensieri, il mio sangue. Il Signore sa che non voglio perdermi nulla della vita con i miei figli

Come si sta curando la cantante

La Morissette non è l'unica star che ha parlato pubblicamente di questo problema, affrontato per esempio anche da Chrissy Teigen, moglie di John Legend, e dalla cantante Adele. Al fianco di Alanis c'è il marito, il rapper Mario ‘Souleye’ Treadway e lei si sta curando con l'affetto degli amici  e della famiglia, con una vita sana e, all'occorrenza, con ormoni bioidentici e psicofarmaci SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Si ritiene fortunata proprio perché sta ricevendo il supporto dei suoi cari, a differenza di altre donne cui ha espresso solidarietà: "Bisogna dare un mare di empatia nei confronti delle donatrici di vita che sopportano tutto e danno più di quanto le parole possano esprimere. Vi amo. Sono qui. Con voi. Non siamo sole".