Ospite di Seconda vita, il programma di Gabriele Parpiglia in onda su Real Time, Claudia Galanti ripensa alla morte della piccola Indila. Il pensiero della figlia deceduta nel 2014 continua a tormentarla. La modella paraguaiana sostiene che non tutti i passaggi di quella notte sarebbero chiari nella sua mente e e confessa di essersi pentita di avere rifiutato l’autopsia che avrebbe chiarito con certezza la causa di morte della piccola:

Quando Indila è deceduta, io ho detto no all’autopsia. Oggi ho capito di aver sbagliato. Qualcosa non mi è chiaro. Questo pensiero mi tormenta tutte le notti. Mi tormenta sempre. Io non vivo, ma sopravvivo.

La vita dopo l’arresto di Arnaud Mimran

La vita di Claudia è cambiata completamente dopo la morte della figlia e l’arresto dell’ex compagno Arnaud Mimran, avvocato e suo ex marito. Insieme a lui e ai loro tre bambini ha vissuto la parentesi più bella della sua vita. Poi le loro strade si sono separate ma Claudia gli è rimasta vicina anche quando è finito in carcere, nonostante l’enorme costo umano sostenuto:

Il mio ex compagno è in carcere. In Francia non sono Claudia Galanti ma l’ex donna di un detenuto. Andare in giro significa abbassare lo sguardo per paura della gente. Ho vissuto prendendo farmaci ogni giorno. Anche sette, otto pillole. Ho pensato di diventare pazza. C’è stato un momento in cui non parlavo più. Poi la cucina per un po’ mi ha salvato e l’amore per i miei figli mi ha fatto alzare dal letto. Ma ricado, ricado ancora, sempre. Il pensiero, il colpo di Indila mi tormenta.

Indila morta nel 2014 per un’infezione batteriologica

La piccola Indila è morta a febbraio del 2014. A qualche mese da quel momento, la Galanti e Arnaud pubblicarono un comunicato volto a chiarire le cause della morte: “In quanto genitori è importante per noi spiegare le cause mediche che hanno portato alla scomparsa della nostra piccola baby Indila. Dopo essere venuti a conoscenza di innumerevoli voci, riteniamo sia giusto chiarire che la nostra bambina è deceduta a causa di un batterio sanguigno. A seguito di accurati esami clinici, la certezza dei medici è che si sia trattato di un'infezione batteriologica. Non c'è stato alcun rigurgito neonatale, ma l'induzione al vomito è stata causata nell'intento di soccorrerla. Vogliamo ringraziare tutti voi che con i vostri messaggi di sostegno ci scaldate il cuore in questo tragico momento”. È quella prima versione che oggi Claudia mette in discussione.