Risale allo scorso settembre il commento di Pietro Tartaglione sul caso Sara Affi Fella a Uomini e Donne. Il fidanzato di Rosa Perrotta si era così espresso attraverso un video su Instagram, scagliandosi contro Nicola Panico: "Siccome i commenti su Sara (Affi Fella, ndr) si sprecano vorrei parlare di Nicola. Tu stavi a casa e guardavi la tua ragazza che limonava allegramente con altri ragazzi, poi tornava a casa e tutto a posto, visto che lo faceva per una giusta causa, ovvero il business. Che dire, sei la vergogna del genere maschile e non ti meravigliare se questa ragazza ti ha mandato a cagare". A questo non avevano fatto seguito reazioni precise, anche perché pare che la Affi Fella, dopo le accuse sorte intorno al presunto doppio gioco attuato nel programma di Maria De Filippi, si sia chiusa in un silenzio voluto, nell'attesa che i suoi avvocati facciano il meglio per sedare questa shitstorm nei suoi confronti.

I messaggi privati tra Nicola e Pietro

Mentre Sara taceva, le accuse sui social network di certo non si placavano e tra queste si era innestata anche quella di Tartaglione, rimasta lì fin quando Nicola Panico non ha voluto rispondergli, inviandogli però dei messaggi privati. Messaggi finiti tra le stories del fidanzato di Rosa, che ha pensato bene di mostrare lo scambio, diciamo poco civile, con l'ex fidanzato di Sara. "Quando vuoi risolvere i tuoi problemi con me, fammelo sapere. Dove vuoi e quando vuoi" tuonava Nicola, mentre Pietro rispondeva placidamente che le dichiarazioni affidate a quel video Instagram avrebbe potuto anche ribadirle in un faccia a faccia, senza problemi.

Il messaggio al vetriolo di Nicola

A questo hanno fatto seguito una serie di video di Pietro Tartaglione, nei quali il ragazzo cercava di spiegare a Nicola Panico cosa lo avesse spinto a dire quelle cose su lui e Sara, sottolineando ancora una volta la sua posizione e lanciandogli, nel finale, una piccola provocazione: "Volevi visibilità e l'hai avuta, non mi ringraziare". Ed è su questa precisa frase è intervenuto di nuovo il Panico, già infuriato per la diffusione dei messaggi privati:

Nelle ultime ore sono stato accusato di cercare visibilità. Vorrei far presente che forse questa è una necessità sua, visto che i messaggi che gli ho inviato (in totale buona fede, anche se infastidito per le sue parole) erano privati ed era giusto che la nostra conversazione rimanesse tale. Lui che ambisce a diventare avvocato dovrebbe ben sapere che usare determinati termini significa diffamare una persona e che pubblicare conversazioni private significa ledere la privacy di un ulteriore soggetto che ha dato nessuna autorizzazione a diffonderne i contenuti. Evidentemente i 5 minuti di visibilità servivano a lui.