Fanpage.it ha raggiunto Giorgio Manetti a poche dallo sfogo attraverso il quale dichiarava di essere stato dimenticato dalla televisione italiana, nonostante i 4 anni da protagonista del trono over di Uomini e Donne. Il “gabbiano” fiorentino articola meglio il suo pensiero, dicendosi colpito dal fatto che nessuna televisione nazionale abbia messo a frutto l’esperienza accumulata per riciclarlo diversamente la sua figura, magari in un ruolo da conduttore. Pronto anche un format che, per il momento, non avrebbe trovato spazio.

Ha detto: “La tv italiana ti ha dimenticato”. Cosa gliel’ha suggerito?

Dopo la mia partecipazione a Uomini e Donne mi aspettavo altro. Se c’è un personaggio che funziona in tv, perché non sfruttarlo in un’altra situazione? Questo mi ha lasciato stranito. Non ho mai fatto il prezioso, mi sono reso disponibile con Maria De Filippi e la sua produzione per qualunque altra iniziativa che non fosse Uomini e Donne. Mi rendo conto che non ballo, non canto e non recito ma sono sempre riuscito a suscitare emozioni nel pubblico. Riesco a parlare un po’ di tutto ed è per questo che mi sono ritrovato a fare l’opinionista per Tada, in onda su RTV38, una televisione locale.

Qual è il ruolo verso il quale tende?

Mi vedrei bene a fare il conduttore di un nuovo format a metà tra Il gioco delle coppie e Stranamore. Sono convinto che potrei dire la mia. Piaccio al pubblico, è una qualità che dovrebbe essere sfruttata.

Avrebbe potuto approfittare ancora della popolarità guadagnata con Uomini e Donne. Perché non lo ha fatto?

Ho lasciato Uomini e Donne in un clima pacifico, o almeno questa è la sensazione che ho avuto. Volevo andare via perché ormai mi sentivo a disagio. La mia nuova compagna non c’entra, è arrivata molto dopo. Semplicemente, ero stanco degli attacchi nei miei confronti, accadeva ogni volta che aprivo bocca benché io fossi sempre stato gentile. Quando sedevo al centro dello studio, la persona che sedeva di fronte a me veniva applaudita, con me partivano le manifestazioni di dissenso. Avevo smesso di essere me stesso. È un fatto di dignità. Ero costretto ad ascoltare il pubblico che offendeva, che mi faceva il gesto dei soldi con le manine e mi diceva vattene a casa. Non doveva essere loro concesso. Gli spettatori possono applaudire o dissentire, ma non insultare.

Perché ha scelto di andare a lavorare in un paese come la Russia invece che cercare un’opportunità in Italia?

Il lavoro in Russia sarà temporaneo. Farò lo speaker nel corso di una fiera dedicata all’organizzazione di eventi e matrimoni. Tra l’altro, un paio di anni fa mi proposero di partecipare a Uomini e Donne a Mosca, ma declinai l’invito visto che stavo partecipando allo stesso format in Italia. Adesso sarebbe impossibile, non credo che la mia compagna lo permetterebbe, però potrebbero nascere altre situazioni di lavoro interessanti.

E ipotizzare una seduta da opinionista accanto a Tina Cipollari e Gianni Sperti?

No, non potrei lavorare da opinionista accanto a Sperti e Cipollari. Purtroppo non mi vedo proprio più all’interno di quel programma. Nella vita si cresce e si cerca di migliorare, non si può restare fermi per sempre. Lavorerei con Maria De Filippi ovunque e in qualsiasi ruolo, ma non lì dentro.

Quanto si ritiene soddisfatto di avere avviato un’attività nel campo dell’organizzazione di eventi?

Abbiamo organizzato qualche festa privata, non grossi eventi. Abbiamo clienti soprattutto all’estero. Certo è che se mi arrivasse la proposta di condurre un programma televisivo sarei costretto a lasciare, ma finché non arriverà un’occasione del genere continuerò a lavorare in questo settore.

Un personaggio come Gemma Galgani, la sua ex, cosa cerca ancora dalla trasmissione dopo quasi 10 anni?

Credo dovrebbe rendersi conto, dopo 10 anni là dentro, che non ha più 20 anni. A una certa età bisognerebbe anche accontentarsi. Ha incontrato centinaia di uomini, è difficile continuare a dire al pubblico che non si è ancora trovato l’amore. Chi guarda Uomini e Donne non è stupido, ma c’è una fetta di persone che si rivede in lei, quindi piace. Diversamente, non so quale potrebbe essere il suo vantaggio visto che non fa nemmeno serate.

E rispetto alla relazione difficile con Rocco Fredella?

È una bellissima rappresentazione teatrale che si sviluppa in vari atti, ma gli interpreti devono essere bravi. Vedo una persona molto esperta, che è Gemma, e poi questo signore che la corteggia. Si prendono, si lasciano, ci baciano poi litigano…la mia storia era un po’ diversa. A volte mi chiedo a che gioco stiano giocando.  L’intimità mancata? Quando si assaggia un tiramisù, non ci si può accontentare di un biscottino.