Belén Rodriguez ha condiviso tutto dei suoi ultimi due mesi su instagram e facebook, tranne il fatidico giorno del matrimonio venduto, in esclusiva, ai soliti migliori offerenti. E tutte quelle luci, quei fotografi, la folla festante, trasformano un giorno di festa in una brutta ma patinata finzione.

Una cerimonia bellissima quella per il matrimonio di Belén Rodriguez e Stefano de Martino, dove tutto è sembrato perfetto: il paese di Comignago in festa, gli ambulanti che vendevano le salamelle e così tanta gente in strada, che non se ne vedeva dalla catena umana per la costruzione della ferrovia nel 1908. E' previsto addirittura un boom di matrimoni nel paesino piemontese grazie quell'onda emotiva chiamata Belén. Un mega carrozzone delle favole che ha pensato proprio a tutto: dai fuochi d'artificio al massimo dei comfort per gli invitati, fino alla benedizione di Papa Francesco I, con la famosa pergamena, per gli sposi. Ma quanto sarà costato il giorno più bello della vita dei giovani sposini?

L'attenzione mediatica è stata enorme, una coppia del calibro di Belén e Stefano riesce a portarsi dietro una sponsorizzazione per tutto: dalla moda al food, tutti hanno messo a disposizione i loro prodotti. C'è anche "Footyzrolls" che ha donato le ballerine arrotolabili per aiutare tutte le invitate depresse dai tacchi alti, così da potersi scatenare al momento di danzare. E' chiaro a quel punto, il meccanismo astuto, quasi pavloviano, di aver fatto crescere l'attesa con i preparativi, arrivando al riflesso condizionato di voler sapere tutto e anche di più su di lei nel giorno del matrimonio. E a quel punto è bastato vendere tutto ai migliori offerenti, Verissimo e Chi su tutti. Al resto hanno pensato le altre piccole sponsorizzazioni, tracciando tutto su una lavagnetta, allora i costi tenderanno a bilanciarsi verso i ricavi.

Padre Benigno, il parroco della comunità di Comignago, presente alla cerimonia ad assistere il celebrante Don Luigi Rossi, ha dichiarato che durante la cerimonia negli occhi di Belén non c'era "nessuna emozione religiosa". Era quasi come se tutte quelle luci, tutti quei fotografi, la folla festante, i personaggi dello spettacolo, avessero trasformato un giorno di festa in una gigantesca e patinata finzione. Una macchina per soldi e niente più.