A poco più di qualche ora dall’annuncio delle nozze in primavera tra Harry d’Inghilterra e Meghan Markle, una domanda si è imposta su tutte le altre: l’attrice americana, già divorziata, sposerà il figlio di Lady Diana in Chiesa? Ebbene, contro ogni aspettativa considerando il passato della monarchia britannica e quanto accade ogni giorno in ogni parte del mondo cristiano occidentale, la risposta è sì. Harry e Meghan dovrebbero sposarsi nell’abbazia di Westminster o nella Cattedrale di St Paul. È stato l’arcivescovo di Canterbury in persona a dare la sua approvazione al matrimonio, citando un documento redatto dal Sinodo dei Vescovi secondo il quale “alcuni matrimoni falliscono e ci sono circostanze eccezionali in cui una persona divorziata può sposarsi in Chiesa anche mentre l’ex coniuge è ancora in vita (ai vedovi è consentito sposarsi in Chiesa, ndr)”.

Il primo matrimonio di Meghan Markle

Una dispensa di questo tipo si è resa necessaria considerando che la bella Meghan – che, oltre a essere una fidanzata, rappresenta un altro passo verso la modernizzazione della monarchia più antica d’Europa – è già stata sposata. Nel 2011 pronunciò il suo primo sì con il produttore cinematografico Trevor Engelson, per poi divorziare nel 2013. A separarli furono le rispettive professioni, colpevoli di averli allontanati fisicamente ed emotivamente.

Il precedente con Edoardo VIII

Un evento del genere – matrimonio in Chiesa e mantenimento del titolo – sarebbe stato impensabile fino a meno di 100 anni fa. Chiedetelo a Edoardo VIII, re d’Inghilterra fino al 1936 quando abdicò di sua spontanea volontà in seguito alla crisi costituzionale scatenata dalla decisione di sposare Wallis Simpson, una donna americana già divorziata dal primo marito e in procinto di separarsi dal secondo. Il Commonwealth britannico sollevò obiezioni di carattere morale e religioso di fronte quell’unione. Vinto dall’amore, Edoardo decise di rinunciare al trono. Resta l’unico monarca nella storia inglese ad aver abdicato volontariamente.

La principessa Margareth dovette rinunciare a Townsend

Il secondo precedente è da ricercare nella storia più moderna della monarchia, precisamente a metà degli anni 50 quando la principessa Margareth, sorella di Elisabetta, dovette rinunciare a sposare il capitano Peter Townsend, anche lui già divorziato. La loro storia d’amore cominciò nel 1953 e durò due anni. Dopo aver chiesto inutilmente alla sorella la dispensa necessaria a sposare l’uomo che amava, Margareth decise di rinunciare ai suoi sogni romantici. In caso contrario, avrebbe perso il titolo e ogni beneficio a esso connesso.