La richiesta è esplicita ed arriva direttamente dal mondo della politica cittadina: "Via i senzatetto da Windsor". Il rischio di rovinare il matrimonio del Principe Harry, duca di Windsor, e Meghan Markle è altissimo secondo Simon Dudley, presidente conservatore dell'assemblea comunale. La notizia sta facendo molto rumore dato che la lettera aperta del primo cittadino del paesino vicino Londra, è stata pubblicata in prima pagina dal Guardian.

Una richiesta che fa discutere

"Un'epidemia di vagabondi che dormono nelle strade di Windsor". Questa la denuncia di Simon Dudley, che sostiene che i residenti e i suoi visitatori, più di sei milioni, sarebbero stanchi di questo degrado. Per questo, il sindaco ha deciso che in occasione delle liete nozze reali di Harry e Meghan, le strade avranno "bisogno di una ripulita". Simon Dudley ha ufficialmente richiesto al capo della polizia locale di sgomberare i senzatetto che affollano "eccessivamente le strade, disturbando i turisti". L'ha definita una vera e propria "epidemia di vagabondi"

Critiche dalle associazioni umanitarie

Murphy Jones, direttore dello Windsor Homeless Project, una delle associazioni che si occupa di sostegno ai senzatetto di Windsor, ha criticato aspramente l'iniziativa:

C'è stato un aumento dei senzacasa a Windsor ma affrontare il problema con una legge sul vagabondaggio, come se si trattasse di criminali, è una soluzione totalmente sbagliata.

Le richieste di repliche da parte del sindaco, per adesso, non hanno sortito nessun effetto. Simon Dudley si è trincerato dietro un secco "no comment".

I preparativi del matrimonio

Ed è ufficialmente partito, anche con questo valzer di polemiche, il circo mediatico legato al matrimonio evento di Harry e Meghan. Matrimonio che però potrebbe essere sostanzialmente differente da quello di William e Kate. La location sarà più piccola, non ci sarà il bacio in terrazza e la Markle vorrebbe essere accompagnata da sua madre, Doria Rangland, e non da suo padre, con il quale i rapporti non sembrano essere dei migliori.