Credits: Frezza La Fata/IPA
in foto: Credits: Frezza La Fata/IPA

Eva Henger non si arrende. La showgirl ha intenzione di arrivare fino in fondo al canna gate scoppiato all'Isola dei famosi 2018. In un'intervista rilasciata al settimanale ‘Oggi', ha fatto i nomi dei naufraghi che a suo dire sarebbero stati presenti mentre lei sollevava il problema della marijuana davanti al capo progetto Andrea Marchi.

I nomi dei naufraghi che avrebbero assistito alla sua denuncia

Ci sarebbero stati altri otto naufraghi mentre lei denunciava la presunta presenza di marijuana nella casa in cui alloggiavano prima che iniziasse il reality: "Quando ho sollevato il problema della canna, davanti a lui (Andrea Marchi, ndr) eravamo in nove: io, Franco Terlizzi, Craig Warwick, Cecilia Capriotti, Francesca Cipriani, Amaurys Perez, Chiara Nasti, Nino Formicola, Giucas Casella. Mi è stato promesso che avrebbe indagato. Vedevo che non succedeva nulla, ho detto che allora lo avrei detto in puntata. La stessa Capriotti ha confermato che prima della puntata in cui l’ho denunciato, Monte fosse al corrente della cosa. Quindi non ho parlato perché sono stata nominata, avevo già fatto casino. E se l’ho fatto è solo perché ci ha fatto correre un rischio enorme".

Eva Henger invita Alessia Marcuzzi a cercare la verità

Eva Henger non sembra aver apprezzato il modo in cui Alessia Marcuzzi ha gestito il canna gate. Nonostante la reputi realmente all'oscuro di tutto, ritiene che debba impegnarsi di più nella ricerca della verità: "Credo che Alessia Marcuzzi ne sappia davvero poco. Ma visto che ci mette la faccia, sarebbe opportuno che cercasse lei per prima la verità. Le prove esistono, è solo questione di tempo. Le maschere cadranno una a una, tanto vale esporsi".

La showgirl si dice pronta ad andare contro la produzione

Infine, Eva Henger ha chiarito di essere pronta a mettersi contro la produzione pur di far venire fuori la verità. La showgirl, insomma, non ha nessuna intenzione di arrendersi: “Io vado fino in fondo. In me cresce la forza e il senso di giustizia, più vedo gli altri mentire. Non mollo. Mollare adesso sarebbe sciocco, se cominci e non dici bugie non bisogna temere nulla. Diciamo che un certo sistema ha paura della verità. Chiunque ora al mio posto si fermerebbe. È talmente pesante convivere con l’ipocrisia, che pochi resisterebbero come sto facendo. Ma la spinta verso la verità mi anima: più sento menzogne, più tiro dritta". Quindi ha concluso:

"Me ne tornerò da dove sono venuta, certamente. Sono indignata, ma la parola fine la scrivo io, quando decido io. Dire la verità significa andare contro una produzione, un gigante che può stritolare qualsiasi velleità, o meglio, necessità professionale. Io lo capisco, ma non posso giustificare chi sa e tace".