A volte il mondo dello spettacolo, e tutto quanto graviti attorno ad esso, è un posto brutto, dove le prese di posizione, forti del presunto valore simbolico, si raccolgono per logica di opportunismo. Ecco che ieri sera, nel giro di un'ora, il pugile Clemente Russo ha visto rovesciarsi addosso una quantità indecifrabile di melma mediatica per la frase disgustosa su Simona Ventura al Grande Fratello Vip. Abbiamo trovato l'assassino, ci siamo lavati la coscienza, adesso andiamo avanti e, magari, chiediamogli l'autografo fra un po'.

Contro l'inaccettabile frase secondo cui "una donna che tradisce va lasciata lì morta" pronunciata da Russo (per la quale si è scusato pubblicamente) non si è schierata solo l'opinione pubblica nei giorni scorsi, il fuoco è stato soprattutto amico, interno al programma. Pronti ad attaccare il pugile c'erano la conduttrice del programma, gli ex concorrenti storici del Grande Fratello (si è mobilitato anche Salvo Veneziano tirando in mezzo Pietro Taricone) e pure Signorini, che è stato durissimo con Russo, alzando i toni della polemica e descrivendo l'Italia del Gf Vip come "ferma al Medioevo". Il tutto si è consumato, guarda caso, a giorni di distanza dai fatti e, guarda ancora di più il caso, durante la diretta della puntata, con una prevedibile ripercussione positiva sugli ascolti.

E nel frattempo, il Grande Fratello Vip salva Stefano Bettarini. Lui, che in quella conversazione ha enumerato le "femmine che si è fatto" in passato come fossero le figurine Panini in cui compariva qualche anno fa ed ha fondamentalmente "acceso il fuoco", viene graziato a patto di doversi subire il cazziatone della severissima e rigorosa Ilary Blasi, nonostante lui stesso abbia chiesto di uscire dalla casa per senso di colpa. Così la trasmissione si svincola dall'imbarazzo, scusandosi e pescando una delle motivazioni in campo per espellere un inquilino (all'occorrenza c'era anche l'indagine chiesta da Orlando per le frasi omofobe di Russo).

Tutti e due erano troppo, dopo chi lo guarda il Grande Fratello Vip?

Il reality show non fa che fagocitare con scaltrezza i temi di attualità, questioni che riguardano la vita di tante persone in televisione prendono la forma di grandi trend che qualcuno deve essere bravo a intercettare. Se ci si riesce bene, sennò si passa avanti. Come buona parte dei programmi televisivi italiani non offre racconto, ma solo frammenti simbolici e ridondanti della realtà. Ecco che l'omosessualità (che fai nel 2016 non ne parli?) viene rappresentata attraverso l'eccentrico Bosco Cobos, vero quanto macchiettistico, riproduzione fedele dell'omosessuale tipo in scala 1996, così come la lotta contro la violenza sulle donne (che fai, a ottobre 2016 non ne parli?) trova sfogo attraverso l'accusa a Clemente Russo. Che è stato un cretino, sì, ma non è un mostro. Così come il Grande Fratello Vip è ipocrita, ma non è chiuso.