All'improvviso Jo Squillo accende una luce sull'Isola dei Famosi. Tutto accade quando siamo nel bel mezzo della sesta puntata di questa edizione e si è appena conclusa la prova ricompensa per i naufraghi. Ariadna Romero, Stefano Bettarini, Sarah Altobello e proprio Jo Squillo si aggiudicano la vittoria e quindi la possibilità di rifocillarsi con un piatto di pasta, sul quale si avventano. C'è un particolare: la conduttrice Tv gli spaghetti non li porta solo alla bocca, ma decide di usare il suo costume (pezzo di sotto e pezzo di sopra) come sacchetti per conservare cibo e darlo ai compagni di avventura che non sono riusciti a vincere la prova. Un momento di per sé esilarante, che è anche motivo per una breve riflessione sullo stato del programma.

Al di là del gesto di generosità, se c'è un senso nel format dell'Isola dei Famosi, è quello di mettere i concorrenti, trasformati in naufraghi, nelle condizioni di abbandonare il pudore e i più banali tratti di civilizzazione, per abbandonarsi alla propria parte istintuale, risvegliata dalle condizioni di disagio e, sostanzialmente, dalla fame atavica causata dall'assenza di cibo.

Quella di Jo Squillo, in fondo, è solo un'estremizzazione di immagini viste e riviste. La storia dell'Isola dei Famosi è segnata da scene di grandi abbuffate, personaggi del mondo dello spettacolo avventati su piatti di pasta o banchetti vari, scene al limite con la decenza che hanno spesso alimentato polemiche proprio per la disumanizzazione che le caratterizzava. Parallelamente è proprio dai momenti dedicati al cibo che sono emerse le cose più esilaranti di questo programma, vedi l'indimenticabile reazione adirata di Adriano Pappalardo, era la prima edizione, al quale fu tolto il cibo da bocca perché scaduto il tempo.

Ma se molti dei cliché visti e rivisti all'Isola, dalle liti per chi non contribuisce al lavoro di squadra a quelle per le strategie finalizzate ad evitare le nomination, non riescono più ad avere la riuscita di un tempo, il fattore fame sembra tenere duro, sopravvivere. C'è quindi un elemento interessante da constatare, ovvero come il rapporto con il cibo resti il solo dato, oltre all'abbronzatura dei naufraghi, a tenere attaccato alla verità un format che pare sempre più usurato, sbiadito, scarico e privo di mordente. E i risultati di questa edizione lo stanno sostanzialmente dimostrando.