Francesco Monte racconta ad Andrea Mainardi l’ultimo incontro con l’ex fidanzata Cecilia Rodriguez. Era appena uscita dalla Casa del Grande Fratello Vip 2017 quando l’argentina tornò nell’appartamento che avevano condiviso per recuperare le sue cose. Ad attenderla c’era Francesco che l’accolse con freddezza, senza proferire parola: “Quando tornò a casa fu un momento bruttissimo. Lei prese tutte le sue cose e io non dissi niente. Era infastidita dal fatto che io non avessi avuto reazioni. Ma che dovevo fare? Ormai era tutto chiaro”.

Il sogno premonitore

Nel giardino della Casa, Monte racconta di quel sogno premonitore fatto mesi prima che Cecilia entrasse al GF Vip. In quell’occasione, qualcosa nel subconscio lo avvertì che la sua relazione sarebbe presto finita: “A maggio avevo fatto un sogno. Ancora non si sapeva nulla del programma. Dopo essermi svegliato piangendo, le dissi che avevo sognato che lei mi lasciava per un altro davanti a tante persone. Quando ci vedemmo dopo il GF parlammo proprio di questo”. Poi fa sapere di non covare alcun rancore nei confronti della sua ex per avergli preferito Ignazio Moser:

Non provo rancore nei suoi confronti, anzi. Quando l’ho beccata in giro successivamente, l’ho salutata. È passato un anno ma non è passato davvero. Non l’ho superato. La mia freddezza compare nelle situazioni di shock. È la stessa cosa che mi è capitata con mia madre. Io ero lì e la guardavo, e mi arrabbiavo con me stesso perché non riuscivo a piangere o a essere triste.

La donna della sua vita

Francesco non nasconde di avere amato follemente Cecilia e di essere stato ricambiato allo stesso modo. Rivela di avere realizzato che era lei la donna della sua vita proprio quando è stato costretto a starle lontano a causa della partecipazione al Grande Fratello Vip. All’epoca non immaginava che quel legame sarebbe terminato e che la donna che voleva sposare si sarebbe innamorata di un altro:

In quella situazione ho capito che era lei, punto. Già lo sapevo, anche perché quando ho iniziato a parlare di matrimonio e figli sapevo quello che dicevo. Quando è mancata per due o tre settimane perché stava qui, ma non era ancora successo nulla, mi sono detto “ok, è lei, è la donna della mia vita”. Da parte sua non era così. Quando la situazione stava cominciando a sfuggirmi di mano, mi mettevo nel giardino di casa mia e mi concentravo pensando a lei. Speravo di farle arrivare qualcosa. A volte ci riuscivo, perché vedevo che lei si metteva in disparte a pensare. Secondo me, lei ha provato il dolore nella stessa misura ma in maniera diversa, se non più forte, perché si porta il peso di aver fatto questa cosa. Lei è come la sorella: se ti amano, ti amano alla follia, non esiste nessun altro.